“Un ragazzo normale” di Lorenzo Marone

“Un ragazzo normale” di Lorenzo Marone

Pochi mesi fa chiudevo la recensione del bel romanzo Magari domani resto di Lorenzo Marone con questa frase: “Superarsi per Lorenzo Marone sarà davvero un’impresa”. Ebbene, dopo aver letto Un ragazzo normale, ultima fatica letteraria dello scrittore napoletano, in libreria per Feltrinelli, devo ricredermi: Marone, al suo quarto romanzo, ha compiuto l’impresa e si è superato di nuovo.

Un ragazzo normale è una di quelle storie che di normale ha solo il titolo. Il resto è straordinario. Straordinari e indimenticabili sono i personaggi che popolano le pagine del romanzo, straordinaria è l’idea di ambientare la vicenda nella Napoli degli anni ottanta, inserendo nella finzione una figura reale, quella di Giancarlo Siani, il giovane giornalista ucciso dalla camorra il 23 settembre del 1985. Straordinarie, infine, sono le perle di saggezza che, come sempre, Lorenzo Marone dissemina qui e là e che si rivelano a volte con una battuta fulminante, altre, attraverso una lacrima.

La trama di “Un ragazzo normale”

Un ragazzo normalePer chi ancora non ha sentito parlare di questo romanzo questa è la trama così come si legge sul sito dell’editore: Mimì, dodici anni, occhiali, parlantina da sapientone e la fissa per i fumetti, gli astronauti e Karate Kid, abita in uno stabile del Vomero, a Napoli, dove suo padre lavora come portiere. Passa le giornate sul marciapiede insieme al suo migliore amico Sasà, un piccolo scugnizzo, o nel bilocale che condivide con i genitori, la sorella adolescente e i nonni.

Nel 1985, l’anno in cui tutto cambia, Mimì si sta esercitando nella trasmissione del pensiero, architetta piani per riuscire a comprarsi un costume da Spiderman e cerca il modo di attaccare bottone con Viola convincendola a portare da mangiare a Morla, la tartaruga che vive sul grande balcone all’ultimo piano. Ma, soprattutto, conosce Giancarlo, il suo supereroe. Che, al posto della Batmobile, ha una Mehari verde. Che non vola né sposta montagne, ma scrive. E che come armi ha un’agenda e una biro, con cui si batte per sconfiggere il male.

I personaggi e gli anni ottanta

Giancarlo, come detto in precedenza, è Giancarlo Siani, co-protagonista involontario di questa storia che obbliga il piccolo Mimì a diventare grande in un solo giorno d’estate. Un giorno in cui vede il suo supereroe “perdere i poteri” e accasciarsi senza vita nella sua auto, crivellato dai colpi dei sicari. Il giovane Siani ritratto da Marone è l’antieroe per eccellenza, un ragazzo normale che cerca di far bene il suo lavoro e paga con la vita la sua rettitudine.

Mimì e Giancarlo sono personaggi che risplendono di luce propria, ma le altre figure, che riempiono il romanzo di napoletanissime voci, non sono semplici satelliti. Tutti i personaggi di Marone hanno sempre un tocco speciale che accarezza o graffia l’anima di chi legge. Sono persone vere, fatte per restare nel tempo. Lorenzo Marone non ha mai nascosto la sua predilezione per i personaggi. La trama la fanno loro, senza senza invenzioni, senza forzature, semplicemente vivendo, come accade nella realtà (a breve sarà online la mia ultima intervista allo scrittore in cui approfondisce questi e altri temi sulla sua scrittura).

Tutti insieme questi attori, nelle pagine di Marone, compongono quadri dai colori così vividi da renderli indelebili, specie per chi era adolescente negli anni ottanta. La famiglia di Mimì, umile, unita e allegra porta alla mente l’Italia cantata da Toto Cutugno, un’Italia che Marone celebra con un tripudio di nomi della Tv, dello sport e della politica di quegli anni come Fonzie, Maradona e il Presidente Sandro Pertini, ma anche attraverso oggetti divenuti cult per la generazione che oggi ha tra i quaranta e i cinquant’anni: l’orologio Casio con calcolatrice, il Subbuteo, le figurine dei calciatori, le videocassette e tanti altri simboli di un mondo che forse non c’è più, ma che ci fa bene ricordare. Come Giancarlo Siani, Un ragazzo normale, un supereroe.

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