Lo spacciatore di carne di Giuliano Sangiorgi

Lo spacciatore di carne di Giuliano Sangiorgi

È spiacevole dover cominciare la recensione del romanzo che da qualche settimana occupa le prime posizioni nella classifica dei libri più letti in Italia dicendo che non mi è piaciuto.

È ancora più spiacevole dal momento che il romanzo in questione è Lo spacciatore di carne di Giuliano Sangiorgi, leader del gruppo musicale Negramaro al suo debutto letterario, pubblicato da Einaudi nella prestigiosa collana Stile Libero. Pubblicizzato come il romanzo d’esordio di “una delle voci più forti della nuova scena italiana” e con un titolo così inquietante, Lo spacciatore di carne, non poteva non incuriosirmi, nonostante il genere noir non sia tra i miei prediletti.

Le aspettative erano alte. Come la delusione d’altronde. Ed è un peccato, perché Sangiorgi scrive bene e mette nelle sue pagine la stessa poesia e intensità che si apprezza nelle sue canzoni. Ma un romanzo, secondo il mio modestissimo parere, non ha nulla a che vedere con le strofe musicali. Le frasi brevi, sincopate, le molteplici ridondanze, la debolezza di una trama che si trascina pigra nei giorni e nelle notti allucinate del protagonista, finiscono per rendere quella che poteva essere una buona idea in un minestrone a base di carne e sangue. Sangue prima di tutto, perché la parola, viene ripetuta ben 68 volte (se non me n’è sfuggita qualcuna) nel corso delle sole 169 pagine che compongono il romanzo. Sangue che troppo spesso cola inutilmente dalle righe fino a disgustare il lettore. Effetto chiaramente voluto ma, a meno di non possedere qualche spiccato istinto vampiresco, le minuziose descrizioni di morsi che bucano morbide labbra o di atti autolesionistici che provocano rossi zampilli non provocano speciale godimento in chi legge e risultano una gratuita concessione al gusto del macabro.

 Cerco la pelle nuova che si è si è riformata sulla ferita.

È quasi invisibile ma riesco ancora a riconoscerla.

È facile da estirpare la pelle è giovane e fresca.

Riesco ad afferrarla con la punta delle unghie. Sto attento a che non sfugga dalla presa e con uno strappo preciso e velocissimo tiro via.

Zac! Strappo.

Sangue. Il buco è riaperto.

La storia in sé non nasconde segreti. Edoardo è un giovane pugliese, figlio di un macellaio, in trasferta a Bologna per frequentare l’Università. Durante un viaggio in treno conosce e s’innamora follemente di Stella. La ragazza prima lo avvia all’uso di ogni tipo di droga poi lo tradisce con il suo coinquilino e lo lascia. Ormai dipendente dalle pasticche colorate che lo trasportano in mondi spesso popolati dai ricordi d’infanzia nel mattatoio di famiglia, rinchiuso in uno mondo di solitudine e sciatteria, Edoardo trova nella carne che il padre gli manda da Sud una fonte per procurarsi la droga e finirà in una spirale di allucinazioni che lo farà precipitare nel baratro della follia.

Un ritratto così tetro e disfattista della gioventù moderna che stupisce sia potuto uscire dalla penna di chi in passato ha regalato una nuova stagione di successo alla famosa canzone “Meraviglioso” di Modugno, vero inno alla vita. Per questo tra il Sangiorgi cantante e lo scrittore io scelgo il primo.

Titolo: Lo spacciatore di carne
Autore: Giuliano Sangiorgi
Editore: Einaudi
Prezzo: 16€
Voto: 5/6

10 commenti

  1. Avatar
    valeria ottobre 16, 2012

    Negramaro non NegrOamaro, che è un vino…! per il resto la penso come lei

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      Patrizia La Daga ottobre 16, 2012

      Grazie, magari ci fossero tanti lettori come lei che si prendono la briga di segnalare sviste e refusi. Buona giornata.

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        valeria ottobre 16, 2012

        la sua risposta mi sembra ironica… ho puntualizzato perchè è un errore comune a tutti…e da fan, mi scusi, ma sono stanca che la gente (giornalisti conduttori tv blogger ecc ecc) dopo 10 anni ancora li chiami NegrOamaro! buona giornata a lei!

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          Patrizia La Daga ottobre 17, 2012

          No, no era affatto ironica. Ringraziavo davvero. Nelle grandi redazioni esistono i correttori di bozze, nelle piccole realtà vige il fai da te. E gli errori sfuggono. Io sono sempre contenta quando qualcuno me li segnala. Tutto qui.

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    Riccardo ottobre 16, 2012

    Ma siccome ha fatto un inno alla vita allora non può parlare mai più dei lati disfattisti e tetri della gioventù moderna? MAH!

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      Patrizia La Daga ottobre 17, 2012

      Certo che può. Ma ci sono molti modi di farlo. E a me quello sanguinolento di Sangiorgi non è piaciuto. Una semplice questione di gusti letterari.

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    Nadia ottobre 19, 2012

    Leggere la sua recensione mi ha fatto veramente piacere, questo significa che al mondo non siamo tutti pecore con i paraocchi. E’ fastidioso (per usare un eufemismo) che l’ultimo o il primo romanzo di un personaggio famoso qualsiasi scali le vette delle classifiche mentre libri di ben più alto valore non vengano neanche considerati. Mi scusi il piccolo sfogo di una piccola editrice in bilico tra la gioia di fare questo lavoro e la frustrazione di quel che accade nella realtà. Grazie ancora!

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    Vicky novembre 12, 2012

    Non vorrei fare polemica, ma leggendo certe cose non posso proprio non tacere. In questo romanzo, Giuliano, mette in mostra molte volte un lato triste e malinconico possiamo dire della storia. Cosa c’è di male? Puo’ non piacere, ma piace. Ed il fatto che scriva frasi di canzoni, non puo’ che giovare il romanzo, cita canzoni con frasi che sono aderenti al racconto. Ed io a parere MIO non ci vedo assolutamente nulla di negativo. Il suo modo di scrivere può e non può piacere.. Ma mi ha appassionato dalla prima riga.

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    Gio novembre 20, 2012

    Salve,
    sono un’avida consumatrice di musica e di conseguenza ho preso a scatola chiusa questo libro, incuriosita sopratutto dalla sua difficile reperibilità (era sempre esaurito!).

    Poichè li ho visti recentemente cantare insieme a Campovolo, mi permetto di usare questa citazione di Giorgia e Jovanotti e dedicarla a Giuliano:

    “…Tu mi porti su (Giuliano il cantante)
    …e poi mi lasci cadere (Giuliano lo scrittore)”

    Amo la musica, le parole, la poesia cantata da Giuliano, così come mi ha fatto venire nausea e malessere fisico il suo libro…come tutte le cose che hanno 2 facce, non può esistere l’una senza l’altra, ma io posso scegliere quale faccia guardare!

    Buona musica a tutti!

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    giulio febbraio 11, 2013

    Il libro non e’ male anche se alcune parti possono essere un po’ opprimenti (questo sangue grondante che troviamo in ogni pagina); come non e’ male la descrizione di questo rapporto con il padre che probabilmente il figlio ama ma anche odia e con cui comunque dovra’ sempre fare i conti..Si anch’io preferisco il musicista alla scrittore perche’ forse le canzoni sono luminose, brillanti, piene di luce e di speranza. Lo aspetto comunque con curiosita’ se si cimentera’ in un altro romanzo perche’ comunque Giuliano Sangiorgi e’ un autore interessante, sensibile e pieno di cose da dire.

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