Come ci cambiano le “botte della vita”

Come ci cambiano le “botte della vita”

Ci sono giorni nella vita in cui il pensiero più simpatico che ci passa per la testa è quello di mandare il mondo intero a… sì in quel posto lì, brutto da dire, ma molto di “umano sentire”.

Nei momenti di cortocircuito mentale, quando “le botte” prese bruciano ancora sulla pelle dell’anima, sembra impossibile riuscire a venirne fuori. Spesso la prima reazione davanti a una sconfitta, una delusione o a un’ingiustizia è la voglia di arrendersi, isolarsi e dormire per allontanare, almeno temporaneamente, ogni fonte di dolore. Altre volte prevale la rabbia, quella che fa fumare il cervello e piangere di impotenza.

Di giorni così, saturi di eventi sgradevoli, snervanti o dolorosi, ne abbiamo vissuti tutti anche se avremmo preferito farne a meno.

Poi capita che, in un momento in cui nella tua esistenza va tutto a rotoli, ricevi l’ennesima porta in faccia e non ci stai più tanto male. Il colpo è duro, eppure il dolore non ti piega in due. Che cosa è successo? Semplicemente che sei maturata e hai imparato a dare il giusto peso agli eventi. E tutto ciò grazie al solo fatto di aver vissuto. Si chiama esperienza ed è fatta di relazioni umane, forse la sfida più complessa dell’uomo da quando è in fasce.

Ecco perché oggi ho deciso di dire grazie a un po’ di gente. Non agli amici e a chi mi ha fatto del bene, a quelli lo dico spesso di persona, voglio dire grazie a tutti coloro che in tutti questi anni mi hanno resa più forte volendomi male o non volendomi affatto.

Grazie a quelli che:

  • ti chiamano tutti i giorni quando hanno bisogno di te e poi spariscono quando sei tu ad avere bisogno,
  • non ti degnano di una risposta anche se li hai cercati diverse volte, perché sono così occupati che nemmeno il Presidente degli Stati Uniti,
  • ti dicono: “È impossibile” prima ancora di sapere che cosa hai in mente,
  • se ti vedono triste ti danno una pacca sulla spalla e dicono “take it easy”,
  • ti fanno una domanda e non aspettano la risposta,
  • ti giudicano in continuazione,
  • sottolineano tutti i tuoi errori “per farti migliorare”,
  • non ti fanno mai un complimento (per lo stesso motivo di prima),
  • non hanno il coraggio di dirti “no” e ti tengono in ballo per mesi,
  • ti riempiono di sorrisi vuoti come uova di cioccolato,
  • sanno sempre cosa è meglio per te.

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