“Gli anni” di Annie Ernaux

“Gli anni” di Annie Ernaux

 

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Settembre/Ottobre 2015 

Dal dopoguerra ai giorni nostri un libro sorprendente per stile e capacità d’analisi. Protagonista di 2VociX1Libro è Gli anni della scrittrice Annie Ernaux, pubblicato da L’orma editore. Un’autobiografia originale e atipica che si sviluppa attraverso le vicende sociopolitiche francesi ed internazionali. Pagine che cristallizzano momenti del passato e ci raccontano come l’umanità, nel tempo, cambi morale, usi e costumi, ma nell’essenza resti la stessa, invariabilmente alla ricerca di un modo per lasciare traccia del proprio passaggio in questo mondo.

Patrizia&Giuditta 2VociX1Libro è una rubrica che nasce dall’incontro di due persone distanti per formazione ed esperienze di vita, ma unite da una grande passione per i libri e la letteratura. Due donne, Giuditta e io, che si sono conosciute leggendo l’una il blog dell’altra, due “sentire” spesso discordanti ma sempre rispettosi e aperti al confronto. Da questa complicità è nata, tra un tweet e l’altro, l’idea della rubrica. Un luogo in cui confrontarsi su un libro diverso ogni mese in modo divertente e scanzonato, senza il rigore di una recensione, ma con l’attenzione ai dettagli. Una sorta di gioco (liberamente tratto dalle famose interviste della trasmissione “Le Iene”) che vi permetterà di conoscere nuovi romanzi e sorridere un po’.

Gli anni

A. ERNAUX, Gli anni, L'Orma

Annie Ernaux

L’orma editore

foto_patrizia Patrizia   twitter: @patrizialadaga giuditta Giuditta  twitter: @tempoxme_libri     www.libri.tempoxme.it
1. Dai un voto alla copertina e spiegalo
Voto:9-1/2. Sobria, raffinata, pressoché perfetta come molte delle copertine della casa editrice L’orma. L’essenzialità dell’immagine è forse più adatta alla saggistica che alla narrativa, ma il libro di Annie Ernaux,a ben vedere, appartiene a entrambi i generi. Voto: 10. Elegante e raffinata, sia per il materiale utilizzato che per il colore e il lettering. Senza eccessi, ma all’insegna della sobrietà.

2. L’incipit è…

Un elenco di scene cristallizzate nel tempo, annunciate da una frase enigmatica e fulminante:

Tutte le immagini scompariranno

Geniale!

Tutte le immagini scompariranno

Un incipit lapidario, smentito da questo splendido libro per il quale ogni definizione, seppure superlativa, non potrebbe raccontarne l’essenza.

3. Due aggettivi per la trama

Autobiografica e collettiva allo stesso tempo.

Originalissima e lucidamente sentimentale per sguardo, taglio narrativo, consapevolezza d’intenti.

4. Due aggettivi per lo stile

 Analitico ed evocativo. Forbito e sobrio, come un gioiello prezioso di inestimabile valore.

5. La frase più bella

La capacità di sintetizzare in poche righe le caratteristiche di un’epoca è ciò che più mi ha convinto della scrittura di Annie Ernaux. In questa frase (ma avrei potuto sceglierne tante altre) c’è l’essenza di questo primo scorcio di XXI secolo:

E non invecchiavamo. Nessuna delle cose che avevamo attorno durava abbastanza per diventare vecchia, sostituita in fretta e furia dal modello più recente. La memoria non aveva il tempo di associare gli oggetti alle fasi dell’esistenza.

 Tutto il libro è da sottolineare e si imprime nel cuore perché scritto in maniera eccezionale con un plauso per la traduzione di Lorenzo Flabbi. Scelgo la frase che può rendere l’idea narrativa sottesa al libro e che lo rende unico nel suo genere:

Sarà una narrazione scivolosa, in un imperfetto continuo, assoluto, che divori via via il presente fino all’ultima immagine di una vita.

6. La frase più brutta

Nei bei libri non c’è spazio per le brutte frasi e Gli anni non fa eccezione. Scritto in modo magistrale e tradotto altrettanto magnificamente da Lorenzo Fabbi, il romanzo non contempla la bruttezza se non quando descrive le miserie umane. Nella frase che segue, per esempio, è la “disgraziata” condizione femminile ad essere sottolineata.

Aver letto Simone de Beauvoir non serviva a nulla se non a constatare sulla propria pelle la disgrazia di avere un utero.

Libro di impareggiabile fattura. Un capolavoro pieno. Nessuna frase brutta, in assoluto.

7. Il personaggio più riuscito

 La “noità”. Annie Ernaux in questo libro fa della Francia e dei francesi il suo protagonista più riuscito, un personaggio collettivo in cui si inserisce la storia personale della scrittrice.  La voce narrante.

In quella che vede come una sorta di autobiografia impersonale non ci sarà nessun “io”, ma un “si” e un “noi” come se anche lei, a sua volta, svolgesse il racconto dei tempi andati.

8. Il personaggio meno azzeccato

 Nessuno a meno che non si voglia affrontare la lettura del romanzo dal punto di vista politico, cosa che potrebbe sollevare le critiche legittime di chi non condivide la visione di Annie Arneaux. Il concetto e la forma stessa di personaggio in “Gli anni” sono rivoluzionari, innovativi, strepitosi. Impossibile trovarne uno non azzeccato.

9 La fine è…

Poetica, malinconica e speculare alle pagine iniziali del libro. Attraverso brevi fermo-immagine l’autrice racconta la vita che scorre inesorabile. Non c’è conclusione in “Gli anni” ma la mano affusolata della scrittrice che tende la staffetta alla generazione dei figli:

Salvare qualcosa del tempo in cui non saremo mai più.

1. A chi lo consiglieresti?
A lettori adulti e con un discreto background socio-politico. E senza dubbio, a chi ama la Francia e la sua storia. Alle tre generazioni presenti nel libro: quello dei genitori, nati negli anni Quaranta del secolo scorso che possono rivedere la Storia che li ha visti testimoni e attori; quella dei figli, che in parte coincide con la mia, che possono ritrovare e ritrovarsi nello sguardo dei genitori, senza dimenticare le differenze; quella dei nipoti, che sono pronti a ricevere il testimone, con la responsabilità di non dimenticare e di riconoscere la scia degli anni che ha portato alla loro epoca.

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