Fai bei sogni. Massimo Gramellini

Fai bei sogni. Massimo Gramellini

Quando un romanzo scala le classifiche, la mia prima reazione è cercare di saperne meno possibile in modo da poterlo leggere senza alcun tipo di influenza esterna. Se poi il suo autore è anche un noto giornalista, la regola diventa ancora più ferrea. Timorosa di incappare in nocivi pregiudizi mi prodigo per dribblare ogni tipo di notizia.

Così ho fatto anche con l’ultimo lavoro di Massimo Gramellini il cui libro ho visto svettare in cima alle liste dei più venduti in Italia senza conoscerne la trama.

Quando l’ho avuto tra le mani ho capito che sarebbe stata l’avventura di una notte o poco più. Il romanzo, infatti, si compone di duecentocinque pagine stampate in un corpo sufficientemente grande per una lettura rapida.

Il titolo mi piaceva molto. “Fai bei sogni” è una frase che ripeto spesso ai miei figli prima di dormire, un invito a trascorrere una notte serena in compagnia dei loro pensieri migliori, ma anche un incoraggiamento a credere nel proprio futuro. Un titolo felice che nel romanzo di Gramellini si trasforma presto in un doloroso refrain, legato a uno degli eventi più penosi che possa capitare nell’infanzia di un bambino: la perdita della madre.

Sin dalle prime pagine s’intuisce che il romanzo è autobiografico. L’autore parte dalla notte della morte della madre, malata di tumore, avvenuta quando egli aveva solo nove anni e narra le tappe più significative della sua esistenza, segnate senza eccezioni da quella perdita originaria, vissuta come un’ingiustizia e capace di pilotare ogni suo comportamento e ogni sua reazione. Con una buona dose di autoironia e uno stile semplice, quasi pedagogico, lo scrittore passa in rassegna gli episodi e gli incontri con le persone che hanno lasciato una traccia nella sua esistenza. E non lascia indifferenti la severità dei giudizi che riserva a se stesso.

Le pagine scorrono una dopo l’altra senza intoppi, senza fatica, ma non lasciano mai un segno profondo. L’orfano bambino diventa un adulto spesso cinico, incapace di seguire i propri sogni, rassegnato a una vita in sordina e il lettore segue i suoi passi in attesa che accada qualcosa mentre qui e là assimila concetti motivazionali, intelligenti e utili senza dubbio, ma forse più vicini a un manuale di crescita personale che a un romanzo.

Nonostante il tema delicato e di sicuro impatto emotivo, Gramellini non sembra voler affondare il coltello nelle pieghe del cuore. La storia si legge con solidale partecipazione, ma poco più. Nemmeno il colpo di scena finale fa vibrare le corde dell’emotività perché la narrazione sa di autoanalisi e il consapevole distacco del protagonista rende asettico anche il più tragico degli avvenimenti.

Un romanzo riuscito a metà. Una storia intensa che dà la sensazione di essere stata scritta con il freno a mano tirato. Forse, ma è solo la mia modesta sensazione, per non starci troppo male.

Resta il piacere di una buona lettura e la soddisfazione di sapere che nonostante tanta sofferenza un uomo è riuscito a ritrovare il sogno che aveva perduto e a farne la sua ragione di vita. Una vita di successo che indiscutibilmente gli fa onore.

Titolo: Fai bei Sogni
Autore Massimo Gramellini
Editore: Longanesi
Prezzo: 14,90 €
Voto: 6/7

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2 commenti

  1. Avatar
    viviana maggio 12, 2012

    Concordo in pieno cara Patrizia, letto direi divorato, ma come dire …manca qualcosa in questo libro… E anche se stimo molto il Gramellini persona/giornalista/ commentatore/ opinionista come scrittore non saprei..
    Forse questo libro è più servito a lui che a noi!
    :-)

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