“Atti osceni in luogo privato”. La libertà di un uomo secondo Marco Missiroli

“Atti osceni in luogo privato”. La libertà di un uomo secondo Marco Missiroli

Qualche giorno fa, mentre con la voracità di chi non può staccare gli occhi dalla pagina leggevo Atti osceni in luogo privato, l’ultimo romanzo di Marco Missiroli (Feltrinelli), i bambini si sono avvicinati e hanno cominciato a ridere. «Mamma, ma quello in copertina è un sedere? Che cosa leggi?». Vagli a spiegare che sì, effettivamente, sembra un fondoschiena, ma potrebbero anche essere linee tracciate ad arte per ingannare l’occhio. Così, ho detto solo: «Sì, lo è. Ma vi assicuro che il libro è stato scritto con la testa».

E di testa Missiroli (qui la mia intervista allo scrittore) dimostra di averne in abbondanza visto che con atti osceni in luogo privatoAtti osceni in luogo privato, titolo strategico e ineccepibile, riesce a raccontare una storia letta mille volte, quella di un uomo dalla sua infanzia all’età adulta, come se fosse la prima e soprattutto l’unica.

Il romanzo comincia con il trasferimento da Milano a Parigi della famiglia Marsell quando Libero, protagonista e voce narrante, è soltanto un bambino. Nella capitale francese il ragazzino assisterà all’adulterio della madre e alla conseguente separazione dei genitori, scoprirà i piaceri dell’autoerotismo prima e del sesso poi, soffrirà per la morte del padre, figura che Missiroli rende monumentale nell’assenza, e vivrà un amore platonico per Marie, la bella e matura bibliotecaria del IV arrondissement, che gli sarà amica per la vita e gli suggerirà letture formative da Lo straniero di Camus a Il deserto dei tartari di Buzzati.

Una lacerante delusione amorosa convincerà Libero a lasciare l’amata Parigi e il celebre locale Les Deux Magots, luogo di incontro di scrittori e intellettuali in cui lavora come cameriere.

Con l’animo tormentato, Libero decide proseguire gli studi nella sua Milano natale, dove ritroverà due cari amici d’infanzia, collezionerà donne da una notte, lavorerà come praticante in uno studio d’avvocato di giorno e come cameriere in un’osteria di notte e, soprattutto, cercherà se stesso passeggiando per le vie intorno a corso Lodi e Porta Romana.

Uscii di casa, imboccai corso di Porta Romana e proseguii in una viuzza che sfociava in una piazza barocca senza tempo. Piazza Sant’Alessandro. Una chiesa la dominava di colpo, maestosa e quasi stonata con la sua scala da matrimoni. Scelsi il terzo gradino partendo dall’alto. Papà mi faceva sedere lì la domenica mentre mamma era a messa. Mi accomodai, lui non c’era.

In Atti osceni in luogo privato Parigi e Milano non rappresentano solo il palcoscenico su cui si muovono gli attori, ma sono a loro volta protagoniste, energie pulsanti nel cuore di Libero, che ne determino la maturazione.

La narrazione di Missiroli è straordinariamente intensa, come i suoi personaggi, ciascuno capace di brillare di luce propria e perfettamente integrato nella storia, che alterna pagine di grande spessore emotivo (quando Libero fa riferimento al padre la commozione è sempre in agguato) a momenti di “straordinaria normalità”, fatti di sesso, pranzi in famiglia e cappelletti con la scorza di limone e noce moscata (ricetta che ruberò senz’altro a Madame Marsell).

Marco Missiroli con Atti Osceni in luogo pubblico ha scritto il romanzo che tutti gli scrittori vorrebbero saper scrivere. Quello della vita. Raccontata senza pudori e ipocrisie, con le sue bellezze e le sue oscenità. Un romanzo da leggere, perché sì.

    • Titolo: Atti osceni in luogo privato
    • Autore: Marco Missiroli
    • Editore: Feltrinelli
    • Uscita: 11 febbraio 2015
    • Pagine: 249
    • Prezzo: 16€
    • Voto: 9

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