Gli invincibili di Marco Franzoso

Gli invincibili di Marco Franzoso

marco_franzoso_gli_invincibiliMarco Franzoso lo ha fatto di nuovo. A due anni da Il bambino indaco, libro poetico nel titolo e crudele nella storia, che ha ispirato il film Hungry Hearts di Saverio Costanzo, lo scrittore veneto è tornato in questi giorni in libreria con Gli invincibili (Einaudi), romanzo che, come il precedente, ruota intorno all’infanzia. Non a quella spensierata che meriterebbe ogni bambino, ma a quella complicata dall’abbandono della madre, che lascia padre e figlio appena nato, soli, a sbrigarsela con le cose della vita.

Gli invincibili, come è facile intuire, sono loro. Un padre imprenditore, che non ha mai fatto una minestra e un bimbo che inevitabilmente arriverà a domandare «Perché io non ho una mamma?».

Il linguaggio di Franzoso è invariato: essenziale, quasi asettico. La storia cresce con il passare degli anni dei personaggi e delle pagine per il lettore.

La prima parte del romanzo, per chi sia stato genitore, è un déjà vu: pannolini da cambiare, bagnetti a rischio affogamento, pappe sputate ovunque, notti insonni, lavoro trascurato, appuntamenti importanti mancati, opportunità perdute. Franzoso evidenzia in modo superbo il senso di inadeguatezza del neo-papà lasciato solo che, pur tra mille difficoltà, non si dispera e accetta stoicamente il suo destino. Allo stesso tempo l’autore  sembra dare per scontato che una donna, quando ha in braccio un neonato, sappia sempre cosa e come fare mentre, ahimè, l’uomo pare avere bisogno della (propria) madre anche per scaldare un biberon.

Superata la fase da “manuale del papà ideale”, il romanzo si fa più avvincente e allo stesso tempo doloroso. Padre e figlio si nutrono ogni giorno di un amore esclusivo e potente la cui voce, nonostante la pulizia del linguaggio, arriva chiaramente a destinazione.

I suoi occhi a poco a poco si socchiudono. Si ostina per qualche minuto a tenerli aperti come se addormentarsi fosse una sconfitta. Si addormenta guardandomi. Ecco cosa si sta perdendo, mi dico pensando a mia moglie. Lo sguardo di tuo figlio. Uno sguardo di ammirazione. Chi altri nella vita ti regalerà più uno sguardo così?

Mentre Franzoso ci racconta le origini della storia d’amore tra il protagonista e sua moglie, padre e figlio devono vedersela con le avversità della vita e lottare insieme per guadagnarsi l’appellativo Gli invincibili.

Il romanzo si apre e si chiude con il primo giorno di scuola del bambino, indicato sempre come “mio figlio” e mai con il suo nome, prerogativa del narrare di Franzoso – un nome resta tatuato per sempre nel cuore di chi legge – quasi l’autore voglia rendere più tollerabile il dramma. Il primo giorno di scuola, dicevamo, un giorno importante nella vita de Gli invincibili perché segna il tempo del distacco e della maturazione di entrambi. Un giorno in cui può accadere di fare incontri capaci di cambiare il corso dell’esistenza e che obbligano a scelte essenziali. Quali, bisogna scoprirlo da soli. Il romanzo di Franzoso è tutto in quelle ultime, riuscitissime, pagine.

  • Titolo: Gli invincibili
  • Autore: Marco Franzoso
  • Editore: Einaudi
  • Pagine: 112
  • Anno: 2014
  • Prezzo: 15€
  • Voto: 71/2

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