“Stalin + Bianca” di Iacopo Barison. Quando gioventù fa rima con emarginazione

“Stalin + Bianca” di Iacopo Barison. Quando gioventù fa rima con emarginazione

Iacopo Barison è un giovanissimo scrittore di cui la casa editrice Tunué, che da pochi mesi ha esteso il catalogo alla narrativa, ha pubblicato un romanzo che sta facendo molto parlare di sé: Stalin + Bianca. Il libro di Barison, il cui titolo fa riferimento ai nomi dei due protagonisti, ha attirato l’attenzione dei media e dei blog letterari che hanno riservato al romanzo critiche più che lusinghiere. Qualcuno ha persino parlato di capolavoro.

BarisonÈ con questo background di opinioni positive che ho affrontato la lettura di Stalin + Bianca, un romanzo che racconta la storia di due giovani amici alle soglie della maggiore età, lei aspirante poetessa non vedente, lui affetto da incontrollabili attacchi d’ira (da qui e dai folti baffi il soprannome Stalin). Stalin, esempio perfetto di ragazzo impermeabile alle vicende del mondo, per guadagnare qualche soldo riscuote crediti con le maniere forti per conto di un tizio poco raccomandabile. Ragazzi come tanti, famiglie ordinarie e “normalmente” disgregate, giovani vite con tanti futuri possibili, ma che tra tutti scelgono il peggiore.

Durante un litigio con il patrigno Stalin lo colpisce violentemente e poi si rifugia da Bianca, certo di averlo ucciso. I due decidono di fuggire e intraprendono un viaggio, costantemente documentato dalla telecamera di Stalin, sua unica passione, in cui verranno a contatto con ogni sorta di emarginazione, quella volontaria degli artisti di strada, quella provocata dalla droga, dalla povertà, da una società che non offre vie d’uscita a chi non segue le strade battute, quella che nell’epoca dei social network e delle relazioni sociali atomizza la vita e la rende più solitaria e fragile.

Una storia amara, spesso al limite della tolleranza per chi non ammette che si possa accettare di galleggiare alla periferia dell’esistenza, invece di cercare di nuotare più forte per arrivare verso il centro.

Iacopo Barison scrive in modo egregio. Il suo stile rivela uno scrittore di talento, capace di cogliere le contraddizioni e le miserie dell’essere umano, uno scrittore giovane ma già completo. Uno di cui, senza dubbio, leggeremo molti altri romanzi in futuro. È per questo talento, che si riconosce dopo poche righe, che mi dispiace essere una voce fuori dal coro. Barison è bravissimo, eppure non ho amato il suo libro.

Non l’ho amato perché sono stanca di ascoltare voci che parlano esclusivamente delle brutture del mondo, della difficoltà di diventare adulti, della società che atomizza l’esistenza e costringe i giovani a vite in esilio, senza speranza e con solo qualche brandello d’amore.

Una volta amare significava abbracciarsi e accettare il distacco, scrivere lettere stucchevoli da far recapitare al fronte e versare lacrime e pregare per la fine dei conflitti. Rimpiango quei tempi, anche se non li ho mai vissuti.

Concediamo a Barison un pizzico di giovanile ingenuità, ma chiedete a chi ha vissuto quelle epoche se allora fosse facile diventare adulti. Non lo era di certo, molti non lo sono mai diventati e quelle lettere d’amore sono marcite con loro sotto una croce. È questo che rimpiangono i diciottenni di Barison?

Invecchiando, si sa, si diventa più rigidi e si fatica ad accettare che un ragazzo possa gettare al vento la propria gioventù. Stalin + Bianca non è un romanzo di formazione perché quando ci si forma si è cresciuti, mentre i due protagonisti di Barison restano in un limbo da cui non è chiaro se sapranno o vorranno uscire.

La letteratura ama i romanzi non edificanti e Stalin + Bianca è uno di quelli. Un romanzo che senza dubbio scatena moti dell’anima e di questo bisogna dar merito al suo autore. Io, tuttavia, da madre e da lettrice che all’età di Stalin e Bianca faceva di tutto per garantirsi un futuro, ho digerito a fatica l’avventura di questi due ragazzi. Questioni di esperienza e sensibilità personale. Mi rincuora pensare che intorno a me vedo ancora diciottenni impegnati nel sociale, nella cultura e nel cercare una via che non sia quella di dormire all’addiaccio in palazzi sventrati insieme a ballerine e giocolieri improvvisati.

Bravo Barison, se puoi, però, la prossima volta fammi sognare.

Aggiornamento marzo 2015Stalin+Bianca è stato ufficialmente candidato al Premio Strega 2015

  • Titolo: Stalin + Bianca
  • Autore: Iacopo Barison
  • Editore: Tunué
  • Pagine: 176
  • Prezzo: 8,42€
  • Voto: 6 (9 allo stile)

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