Roma, il Foro di Augusto di notte. Anche in Italia si fanno le cose per bene

Roma, il Foro di Augusto di notte. Anche in Italia si fanno le cose per bene

Ogni volta che torno a Roma, città che amo visceralmente come tutti quelli che non ci vivono ma ci passano di tanto in tanto per lavoro o per turismo, rimango affascinata dal contrasto tra caos e bellezza, incuria e grandezza.

Mentre leggo che negli Stati Uniti il treno supersonico Hyperloop si avvicina ogni giorno di più all’obiettivo di percorrere in soli 30 minuti i 560km che separano Los Angeles da San Francisco a una velocità di 1200 km all’ora, camino per le strade di Roma, piene di buche, di traffico disordinato e di gente che impiega ore per spostarsi di pochi chilometri e penso che la città si meriterebbe molto, moltissimo di più.

Nonostante i guai, Roma, nella mia ultima scappata, sempre troppo breve per i miei gusti, mi ha premiato con uno spettacolo che mi era stato suggerito da un amico e che mi sento di consigliare a chiunque si trovi a passare un po’ di tempo nella capitale: il viaggio notturno nel Foro di Augusto, un progetto ideato e realizzato da Piero Angela e Paco Lanciano, che da un paio d’anni tra aprile a ottobre, attira migliaia di visitatori di tutte le nazionalità e dimostra che anche nel nostro Paese, quando si vuole, le cose, tutte le cose, possono essere fatte per bene.

Roma,Foro di Augusto notteIl viaggio notturno nel Foro di Augusto consiste in 45 minuti di suggestive proiezioni e sapienti illuminazioni che raccontano la storia di Roma lasciando spesso a bocca aperta lo spettatore, che dalla manciata di pietre e dalle poche colonne ancora in piedi vede rinascere edifici imponenti.

Il pubblico, seduto su una gradinata appositamente collocata di fronte al grande muro che duemila anni fa isolava il Foro dalla Suburra (il quartiere popolare di Roma), ammira la grandezza di templi, delle statue, degli acquedotti romani, tutti ricostruiti nel loro maestoso splendore, mentre in cuffia la voce familiare e rassicurante di Piero Angela, dà un senso a ogni immagine e ne svela i dettagli, restituendo la vita a un luogo che duemila anni fa era il centro della civiltà.

Un’esperienza da fare per viaggiare nel tempo e continuare ad amare Roma, nonostante tutto.


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