Resistere non serve a niente. Walter Siti – Vincitore Premio STREGA 2013 –

Resistere non serve a niente. Walter Siti – Vincitore Premio STREGA 2013 –

1705846_0«La mia fascinazione per il male è oscura anche a me stesso» è una della frasi con cui Walter Siti si congeda dai lettori nella nota di chiusura del suo Resistere non serve a niente (Rizzoli), romanzo indicato come favorito alla vittoria del Premio Strega 2013 e costruito intorno a un personaggio che del male fa la sua bandiera.

Il libro è la biografia di Tommaso Aricò, ragazzino tutto ciccia e cervello, figlio di povera gente in odore di mafia che, quando il padre finisce in carcere, grazie a “sponsor” potenti che vedono nella sua intelligenza un buon investimento, ottiene la possibilità di studiare nelle migliori università e di  diventare un broker finanziario di successo.

Tommaso nella vita riesce a liberarsi del grasso in eccesso grazie alla chirurgia, dei nemici grazie alle relazioni influenti ma, nonostante le vittorie, sente di non potersi affrancare dalla sua condizione di uomo manovrato dall’altrui volontà. Con le donne ha rapporti conflittuali e l’amore che non può avere lo compra con un denaro che si fa ogni giorno più sporco e che arriverà a contaminare quel poco che resta della sua anima.

Un lerciume morale, quello narrato da Siti, che si cela dietro belle case, auto, barche e feste di lusso, un mondo che il lettore apprende attraverso le confessioni che Tommaso fa all’autore, il quale narra le nefandezze della finanza internazionale e della politica italiana, con tanto di nomi e cognomi e con una buona dose di cinismo.

L’impressionante capacità di Walter Siti di utilizzare le parole come pennelli con cui dipingere quadri a tinte forti fa di Resistere non serve a niente una storia da assimilare a piccole dosi, una storia che in più di un’occasione provoca sconcerto e repulsione, per lo meno in coloro che non subiscono “la fascinazione del male”.

In Resistere non serve a niente anche i dialoghi, sia che appartengano alla manovalanza di basso profilo della criminalità, che ai colti e agguerriti speculatori finanziari, contribuiscono a sottolineare le bassezze che il genere umano sa toccare. L’onnipresente desiderio di sesso, denaro e potere di tutti gli attori che si muovono sul palcoscenico di Siti fa sì che anche i fragili e appena abbozzati buoni sentimenti che si intuiscono in Tommaso si dissolvano sul nascere, proprio come i corpi dei nemici che i mafiosi gettano nell’acido.

 «Mangiare scopare e combattere sono i tre verbi che l’umanità non può rinunciare mai…»

L’affresco che Walter Siti fa della morale vigente nel nostro Paese e delle macchinazioni finanziarie che soggiacciono all’economia mondiale è agghiacciante e travalica i confini del romanzo per addentrarsi nel difficile territorio della cronaca.

Seguire il percorso narrativo di Siti al principio non è semplice. Tra un’esecuzione mafiosa, un trattato sulla prostituzione basato su un esperimento condotto tra scimmie cappuccine addestrate all’uso del denaro, e la descrizione della serata in cui Tommaso e lo scrittore si incontrano per la prima volta, il lettore rischia di smarrire l’obiettivo della storia. E una volta giunti in fondo, dopo tanti episodi densi di ferocia e volgarità, resta la tremenda sensazione che davvero “resistere non serve a niente”.

Si dice che Siti vincerà lo Strega con questo crudo romanzo che tanto somiglia a un saggio sulla criminalità organizzata; qualcuno dice anche che nel caso lo vincesse, sarebbe un premio alla carriera, visti i tentativi precedenti andati a buca, ma non mi risulta che la possibilità sia contemplata nel regolamento del concorso. Chi trionfa a casa Bellonci lo deve fare grazie al libro in gara e, tra i finalisti, non mancano i concorrenti di livello.

  • Titolo: Resistere non serve a niente
  • Autore: Walter Siti
  • Editore: Rizzoli
  • Pagine: 324
  • Prezzo: 17€
  • Voto: 7

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1 commento

  1. Avatar
    Ausilia Gulino giugno 25, 2013

    Sinceramente la trama non mi entusiasma, è vero che della questione “mafia” non ci si libera mai, ma basta… ne hanno scritto di tutti i tipi da anni ormai, mi auguro che non vinca proprio lui, ma un libro più originale!

    Ausilia

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