Ragazze mancine di Stefania Bertola

Ragazze mancine di Stefania Bertola

Novembre 2013

Patrizia&Giuditta 2 Voci per 1 Libro è una rubrica che nasce dall’incontro di due persone distanti per formazione ed esperienze di vita, ma unite da una grande passione per i libri e la letteratura. Due donne, Giuditta e io, che si sono conosciute leggendo l’una il blog dell’altra senza essersi mai incontrate di persona (ma intenzionate a farlo presto), due “sentire” spesso discordanti ma sempre rispettosi e aperti al confronto. Da questa complicità è nata, tra un tweet e l’altro, l’idea della rubrica. Un luogo in cui confrontarsi su un libro diverso ogni mese in modo divertente e scanzonato, senza il rigore di una recensione, ma con l’attenzione ai dettagli. Una sorta di gioco (liberamente tratto dalle famose interviste della trasmissione “Le Iene”) che vi permetterà di conoscere nuovi romanzi e sorridere un po’. Questo mese di novembre il tradizionale alternarsi di un autore italiano, uno spagnolo e uno  di qualsiasi altra nazionalità è stato modificato per dare spazio a una graditissima anteprima della casa editrice Einaudi.

Ragazze mancine, romanzo protagonista di questo numero della rubrica, sarà in libreria a partire da domani 5 di novembre e la sua autrice, Stefania Bertola, si è prestata a una simpatica “intervista a 2Voci” che sarà online lo stesso giorno.

Sempre domani 5 novembre alle ore 21.30, sul sito Tempoxme-libri la scrittrice interverrà in diretta al salotto letterario di presentazione di Ragazze Mancine a cui tutti i lettori sono invitati. Un’occasione unica per saperne di più sul romanzo e la sua autrice. Giuditta ed io vi aspettiamo.

Ragazze mancine

9788806212643

Stefania Bertola

Einaudi

foto_patrizia Patrizia   twitter: @patrizialadaga giuditta Giuditta  twitter: @tempoxme_libri     www.libri.tempoxme.it
1. Dai un voto alla copertina e spiegala
Voto:8 Una copertina colorata e scanzonata. Ma azzeccata. Come il romanzo. Voto: 8. Divertente e colorata. Forse poco einaudiana. Rende bene però lo stile delle due protagoniste, diverse e complementari.
2. L’incipit è…
Stuzzicante. La situazione descritta solletica la curiosità del lettore che rimane immediatamente “agganciato”. Cinematografico. Una scena vivida che a me ha ricordato Thelma&Louise.
3. Due aggettivi per la trama
Teatrale e rocambolesca.  Leggera e coinvolgente
4. Due aggettivi per lo stile
Divertente e…(solo all’inizio) innervosente.  Piacevole e caustico
5. La frase più bella

“Lo so, sembra niente, ma per me già capire che pullman devo prendere, dove passa e come arrivarci è un lavoretto. Di solito io vado in macchina, o chiamo un taxi. Sono anni che non prendo un mezzo pubblico in Italia. Tutte considerazioni inutili. Mi faccio il caffè sconosciuto, mangio i biscotti del discount, accerto ciò che già immaginavo, e cioè che in questa casa delle fate povere non esiste una connessione Wi-Fi, mi chiudo la porta alle spalle e parto alla ricerca fisica e non virtuale di un modo per arrivare in strada del Nobile”.

Mi piace perché racconta con semplicità la scoperta di una vita inimmaginabile per chi ha sempre avuto molto denaro a disposizione. Una presa di coscienza fatta di tanti piccoli dettagli.

Ragazze mancine è un romantico romanzo antiromantico. Stefania Bertola si diverte ad oscillare tra un polo e l’altro, scanzonata e sincera.

“Eccola lì, bionda e breve, semplice e disadorna, che affetta zucchine e carote, e le fa bollire in un pentolino d’acqua, mentre quell’altra cretina la guarda come se stesse glassando un’anatra pechinese. “Questo è troppo, – pensa Tommaso. – Io la amo. Via di corsa, e non tornare mai più.” Io ci credo all’amore che fulmina e riconosce la bellezza dei piccoli gesti quotidiani che colmano i vuoti dell’anima.

6. La frase più brutta

 – Scusa, Eva, ma tuo padre, tuo fratello non regalano mai niente a Jezz?–

– No. Mia cognata mi ha passato i vestiti smessi di Susina, ma solo quelli brutti. Quelli belli li tiene dentro gli scatoloni, tutti infilati fra fogli di carta velina.

Un dialogo che racconta universi di egoismo. Bruttezza non delle parole, ma della realtà che descrivono.

Se c’è un elemento che mi ha lasciata perplessa è la filosofia di vita di Adele. Il suo esasperante desiderio di essere mantenuta da un uomo. Eppure ha solo 32 anni!

“Era mia intenzione passare nel mondo senza lasciare traccia, volevo essere una persona ecosostenibile da tutti i punti di vista. Quindi mi serviva qualcuno che mi mantenesse con larghezza, fornendomi un budget ragionevole per libri, computer, abbonamenti ai musei, biglietti per i concerti e qualche viaggio nelle capitali europee. Che ci vuole 

7. Il personaggio più riuscito
Dialoghi e personaggi sono i grandi punti di forza di Ragazze mancine. Fatico a individuare un personaggio migliore degli altri perché tutti a loro modo costituiscono la perfetta rappresentazione di una gran varietà di stereotipi sociali. Oltre alle due azzeccate protagoniste, meritano di essere menzionati il conte Gambusier (semplicemente perfetto nella sua inconsistenza morale), Clotilde Castelli (esilarante) e il figlio Tommaso (alias Manuel de Sisti). Eva: un personaggio di semplicità ma ricca di sfumature. Ad una prima impressione può apparire superficiale e leggera, ma poi approfondisce il lato più solidale e sentimentale. Una ragazza che ha una sana concretezza e un senso pratico e spicciolo della vita, senza dimenticare il valore dei sentimenti e delle emozioni.
8. Il personaggio meno azzeccato
Forse la madre di Adele, tanto tirchia quanto insensibile. Ma probabilmente non per tutte le donne i figli “so’ piezz ‘e core”. Meno azzeccati, a mio avviso, i personaggi che tendono ad esagerare i toni del grottesco con cui Stefania Bertola cuce insieme molti di loro. In particolare mi riferisco alle due cognate, trimalcionesche superbe antipatiche e maligne.
9 La fine è…
Da romanzo chick lit ma con un tocco speciale. Cinematografica (come l’incipit!), in cui a vicenda conclusa la scrittrice si diverte a mettere un punto, che si trasforma in puntini sospensivi. Pronta a ricominciare a raccontare?
10. A chi lo consiglieresti?
A chi ha voglia di una lettura “sbarazzina”, capace di smascherare con raffinata ironia, manie e ipocrisie delle classi sociali più abbienti. Ragazze mancine è un romanzo solo apparentemente superficiale che piacerà a chi crede che, nella vita, quando si chiude una porta può sempre aprirsi un portone. A chi cerca in un libro una merce rara: il divertimento che non sia sguaiato e che non attinga a una ammiccante banalità. Chi ama la leggerezza intelligente che sa raccontare la vita pur spingendo le vicende vicino all’inverosimile.

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