Paul Auster sceglie la Spagna

Per la prima volta Paul Auster pubbica un suo romanzo in lingua spagnola sei mesi prima che esca in inglese negli Stati Uniti.

Si tratta di “Diario de invierno” (Anagrama editore) presentato il 21 febbraio a Barcellona davanti a un pubblico entusiasta che non ha battuto ciglio di fronte all’inusuale richiesta di pagare tre euro per poter assistere all’incontro.

Il nuovo libro, disponibile sia in versione cartacea che elettronica, è un’opera dichiaratamente autobiografica iniziata, come racconta lo stesso autore, il 3 gennaio del 2011 nella sua casa di Brooklyn durante una nevicata e terminato in pochi mesi. Da qui il titolo dell’opera.

“Non penso che la mia storia sia più interessante di quella di altri”  ha spiegato Auster  “Però m’interessava studiare il comportamento umano, per questo mi sono analizzato come se io stesso fossi una cavia di laboratorio”.

Nel romanzo si ritrovano numerose vicissitudini dell’infanzia dello scrittore che ha appena compiuto 65 anni, da un brutto infortunio durante una partita di baseball alle prime esperienze sessuali con una prostituta, fino a un terribile incidente d’auto del quale non ha mai smesso di sentirsi in colpa. Auster elenca pedantemente le case in cui ha vissuto e mille altri dettagli che hanno lasciato cicatrici sul suo corpo e nella sua anima.

Molto amato dal pubblico spagnolo e sempre attento alle questioni politiche e sociali del suo paese l0 scrittore newyorkese, nella conferenza stampa con i giornalisti, ha sostenuto che “Questo è il momento di appoggiare più che mai Barack Obama perché sul fronte opposto il partito Repubblicano si è spostato più che mai a destra ed è affollato di idioti che non sanno di cosa parlano e non hanno nulla da offrire al paese”.

Auster confessa di sentirsi spaventato per il mondo che stiamo lasciando in eredità ai nostri figli e si dichiara preoccupato per gli alti tassi di disoccupazione giovanile che affliggono i paesi come la Spagna. “Abbiamo messo un’intera generazione in un buco nero senza futuro e questo è un crimine”.

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