Inseparabili, vincitore Premio Strega 2012

Inseparabili, vincitore Premio Strega 2012

Di Alessandro Piperno, “Inseparabili, il fuoco amico dei ricordi”, pubblicato da Mondadori, è il primo romanzo che leggo. E non sarà l’ultimo.

L’ho cominciato una notte solitaria e ben propizia alla lettura, incoraggiata dalle voci positive che avevo raccolto qui e là. Tutto mi attirava del libro, persino la copertina con i pappagalli rosso e verde.

L’incipit è stato come sbattere contro una porta chiusa: “Basta frequentare se stessi con assiduità per capire che, se gli altri ti somigliano, be’, allora degli altri non c’è da fidarsi.” Ho dovuto rileggere la frase un paio di volte per capirla fino in fondo, mi sembrava assurdo che qualcuno potesse pensare qualcosa del genere di se stesso. Senza scoraggiarmi ho proseguito (con un po’ più di diffidenza) sperando di inoltrarmi immediatamente in una storia che mi rendesse “inseparabile” dal libro, ma non è stato così. Niente amore a prima vista, insomma. Il rodaggio è stato più lungo del previsto e ho dovuto scardinare qualche altra porta prima di riuscire a godere davvero in pieno della narrazione.

Poi, però, il miracolo è avvenuto. D’improvviso i personaggi che seguivo attraverso le loro scorribande temporali tra l’infanzia e i giorni nostri, hanno cominciato a diventare reali e a popolare i miei pensieri senza sosta. Così, sera dopo sera, mi sono appassionata alla scrittura di Piperno, sempre sferzante, capace di dipingere le debolezze umane con cinica lucidità, a tratti temperata da un velo di pietà che permette di tollerare le azioni più meschine. Una pietà che non è mai compassione zuccherosa, ma tutt’al più un distillato di amarezza. I personaggi di Piperno sono vittime e carnefici allo stesso tempo, marionette umane succubi di un destino al quale tentano di sfuggire senza successo.

La storia di per sé non è complessa. Filippo e Samuele Pontecorvo sono due fratelli, figli di un’agiata coppia di medici ebrei. Vivono un’infanzia dorata negli anni ottanta della Roma bene, fatta di ville con piscina, feste esclusive e circoli di tennis. I due crescono sereni in una sorta di simbiosi che li rende inseparabili (come una particolare specie di pappagalli) fino a quando uno scandalo travolge il padre e di conseguenza tutta la famiglia.

Un evento che segnerà in modo drammatico il futuro dei due fratelli e di Rachel, la madre, figura in penombra ma dal carattere granitico che incombe sulle vite dei figli soprattutto a causa delle molte verità taciute. La saga dei Pontecorvo si sviluppa in modo esemplare e, attraverso dosate rivelazioni e colpi di scena, fa sì che il lettore desideri saperne sempre di più.

Difetti? Pochi. La già citata partenza in sordina, ma soprattutto la figura del padre, personaggio poco citato ma essenziale ai fini della storia, i cui comportamenti talvolta possono apparire inverosimili.

Peccati perdonabili grazie all’abilità di Piperno che in questo romanzo riesce persino a emozionare nonostante lo stile essenziale, per nulla incline ai sentimentalismi e spesso condito con acida ironia. I complimenti sono d’obbligo.

Ps: 6 luglio 2012. Alessandro Piperno vince il Premio Strega 2012.

 

Titolo: Inseparabili
Autore: Alessandro Piperno
Editore: Mondadori
Prezzo: 20 €
Voto: 8

2 commenti

  1. Avatar
    Tempoxme marzo 28, 2012

    Come sempre uno sguardo acuto e illuminante, il tuo. Forse il fatto che la figura del padre, fondamentale per la storia, sia in sordina come tu rilevi, è consapevolmente voluto dallo scrittore perché di lui e dello scandalo che lo travolge si parla ampiamente nel precedente romanzo, Persecuzione. Io di Piperno, più che il racconto di storie, ammiro la maestria stilistica, che mi pare un unicum nel panorama italiano contemporaneo.

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