Il debutto. Pablo d’Ors

Il debutto. Pablo d’Ors

Patrizia&Giuditta 2 voci per 1 libro è una rubrica che nasce dall’incontro di due persone distanti per formazione ed esperienze di vita, ma unite da una grande passione per i libri e la letteratura. Due donne, Giuditta e io, che si sono conosciute leggendo l’una il blog dell’altra senza essersi mai incontrate di persona (ma intenzionate a farlo presto), due “sentire” spesso discordanti ma sempre rispettosi e aperti al confronto. Da questa complicità è nata, tra un tweet e l’altro, l’idea della rubrica. Un luogo in cui confrontarsi su un libro diverso ogni mese in modo divertente e scanzonato, senza il rigore di una recensione, ma con l’attenzione ai dettagli. Una sorta di gioco (liberamente tratto dalle famose interviste della trasmissione “Le Iene”) che vi permetterà di conoscere nuovi romanzi e sorridere un po’. Ogni 30 del mese un nuovo titolo e naturalmente la possibilità per i nostri lettori di commentarlo aggiungendo una voce alle nostre.

Il debutto

di Pablo d’Ors

Aisara

Questo mese la rubrica è dedicata a “Il debutto” del sacerdote-scrittore spagnolo Pablo d’Ors. Trattandosi di una raccolta di racconti e non di un romanzo, le abituali domande sono state modificate per meglio adattarsi alla specifica tipologia di libro.

Patrizia   twitter: @patrizialadaga Giuditta  twitter: @tempoxme_libri     www.libri.tempoxme.it
1. Dai un voto alla copertina e spiegalo
Voto:6 Il colpo d’occhio è piacevole, i colori e la grande libreria sulla sinistra, dalla quale si sprigiona un fascio di luce dorata attirano l’attenzione, così come i dettagli tipografici del nome dell’autore. Mi disturba il disegno dell’uomo, che trovo più simile a una macchia d’inchiostro che a una figura umana, ma l’idea del libro esposto alla luce è eccellente e riscatta l’insieme. Voto: 7 Di per sè la copertina è molto bella nella grafica e nei colori. Ma non riesce a rendere icasticamente l’idea del libro nella trama e nel senso.
2. L’incipit migliore
Fatico a trovare un incipit che davvero mi catturi, ma tra tutti scelgo quello del racconto dedicato a Italo Calvino “La logica dei piedi”. Un bel paradosso per me che detesto questa parte del corpo… L’incipit recita così: Lo sguardo del povero Vittorio-povero per la penuria erotica in cui sgranava i suoi giorni- rimase impressionato al contemplare in quella donna sconosciuta un ripetuto movimento di fianchi, meccanico e all’apparenza innocente. Quello che apre il primo racconto, L’amante slovacca, dedicato alla figura di Milan Kundera.
La parola che meglio esprime lo stato d’animo che lo pervade quando deve viaggiare è una parola straniera. Tanto la sua lingua materna, il ceco, quanto la sua lingua d’adozione, il francese, sono prive di un singolo termine che esprima ciò che sente quando si accinge a mettersi in viaggio. Il vocabolo più adatto alla sua sensazione è tedesco, ed è REISEFIEBER. Tradotto alla lettera, Reisefieber significa “febbre da viaggio”.
3. Due aggettivi per definire le trame
Eccentriche e grottesche. Introspettive e intrise di letteratura
4. Due aggettivi per lo stile
Brillante e ironico. Ricco e felice. Un applauso anche alla traduzione di Ileana M.Pop che mi sembra fedele e riuscita
5. La frase più bella
Gli uomini consapevoli non possono chiudere gli occhi e dimenticarsi degli altri, dimenticarsi che là fuori, fuori dalle lenzuola e dal letto, c’è un mondo che grida, che piange, che fa l’amore e la guerra, che si dichiara guerra e amore, e che ripete questa storia piccola e insignificante senza mai dare l’impressione di stancarsi. No. Pessoa non dimentica queste cose. Non dorme come un bambino innocente. Pessoa sa che la sua innocenza, l’innocenza di chiunque è impossibile. Per questo è insonne. Ma il sonno tarda a presentarsi, oppone resistenza perché Pessoa oppone resistenza all’idea di immergersi nella vita, pur se solo in quella dei sogni, perchè vuole essere cosciente perfino di quanto sogna durante la sua insana esplorazione interiore.
Il monaco secolare dedicato a Fernando Pessoa. Credo che la frase proposta sia emblematica del valore di Il Debutto, che contiene i ritratti di grandi scrittori attraverso la quotidianità propria o altrui.
6. La frase più brutta
Semplicemente disgustosa: Poi dopo essersi tolto la sporcizia che si forma tra le dita dei piedi, Pessoa chiude gli occhi. (…) Dovrà aprire e chiudere gli occhi molte altre volte. Molte altre volte dovrà bere, urinare, giocare con la sporcizia che ha tra le dita e sentire la sveglia fare tic tac. Quel sorriso, il sorriso della riconoscenza per averla violentata, era il timore più grande di Vittorio.
Non c’è nessuna riconoscenza per un atto di violenza e nonostante l’intento grottesco e caricaturale questa riflessione nel racconto La logica dei piedi dedicato a Calvino da donna mi è spiaciuta.
7. Il personaggio più riuscito
Vittorio Pozzobone, protagonista del racconto “La logica dei piedi” dedicato a Italo Calvino. È l’unico personaggio che abbia saputo strapparmi una risata. Il nipote di Bernhand, dedicato a Thomas Bernhard. Con il suo essere elefantiaco e asfissiante il protagonista rende in maniera indelebile il senso che della letteratura e della vita stessa Berhand perseguiva.
8. Il personaggio meno azzeccato
Beatriz, la studentessa spagnola che, arrivata a Firenze per un dottorato universitario su Dante, comincia a rimpicciolirsi fino a diventare praticamente invisibile. Il protagonista dell’ultimo racconto Il Debutto che dà il titolo alla raccolta. Non manca di una sottile e piacevole ironia, ma mi sembra il più sbiadito di tutti e mi chiedo perché si sia scelto proprio quello per il titolo e non una definizione che comprendesse e che chiarisse il filo rosso che collega tutti i racconti.
9 Il racconto che più ha lasciato il segno
 “Il nipote di Bernhard”, dedicato a Thomas Bernhard. Il protagonista di questo racconto, un obeso di 150 chili che si innamora di una  donna per lui inarrivabile, mi ha commosso. È il più umano dei personaggi di d’Ors. Mi ripeto. Il nipote di Bernhand, insieme al Monaco secolare. Perfettamente strutturati, felici nell’evidenziare il nesso strettissimo di letteratura e vita, di quanto uno scrittore possa influenzare la vita, le scelte, i comportamenti di ciascuno di noi che lo ponga come guida del suo cammino o di se stesso. Nello stesso tempo, d’Ors riesce mirabilmente a centrare i temi più sensibili e incisivi di Berhand come di Pessoa, riuscendo a essere perspicuo anche per chi non l’avesse letti.
10. A chi lo consiglieresti?
A chi ha dimestichezza con la letteratura (i riferimenti letterari sono disseminati ovunque) e ama la narrazione surrealista. Il Debutto non è un libro facile e come tale non è per tutti i gusti. Una Letteratura con la lettera maiuscola, per chi non cerca un mero passatempo, ma vuole interrogarsi su se stesso, per chi ama riflettere sulle pagine dei grandi scrittori, per chi non si tira indietro in una sfida impegnativa di analisi e meditazione. Lodevole pubblicazione della casa editrice Aisara che deve far riflettere su come ormai in Italia siano i piccoli e medi editori a fare le scelte di qualità!

5 commenti

  1. Avatar
    Giuditta giugno 29, 2012

    Questa volta ce l’ho quasi fatta a non sbilanciare la lunghezza della tabella nella mia parte. Miglioro, eh!, come il vino!

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      Patrizia La Daga giugno 30, 2012

      Cara Giuditta, non so se migliori o mi contagi. Ho l’impressione di essere io quella che è diventata più prolissa… In ogni caso la nostra rubrica mi diverte come non mai! Speriamo faccia lo stesso effetto ai nostri lettori.

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    Amisaba giugno 30, 2012

    Come vostra assidua lettrice dico che Patrizia si sta facendo contagiare da Giuditta :-)
    Ancora una volta: brave!

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    Tempoxme giugno 30, 2012

    Facendo una diagnosi più accurata tra le tabelle…credo che tu abbia ragione: trattasi di contagio!! ;-D

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    marina wiesendanger settembre 02, 2013

    la copertina è per me straordinaria, di grande effetto e ottimo gusto.
    mi piacerebbe conoscere l’autore e la sua collocazione.

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