“Una storia quasi solo d’amore” di Paolo Di Paolo

“Una storia quasi solo d’amore” di Paolo Di Paolo

Una storia quasi solo d’amore è l’ultimo romanzo di Paolo di Paolo (Feltrinelli), narratore sofisticato tanto da riuscire a comprimere in quel quasi del suo titolo, vicende e riflessioni che offrono uno spaccato del vivere moderno.

Una storia quasi solo d'amoreLa storia d’amore tra Nino e Teresa, i due giovani protagonisti, è l’escamotage ideato da Di Paolo per raccontare le inquietudini, i dubbi e timori dei nostri tempi. A ben guardare, infatti, in Una storia quasi solo d’amore c’è molto di più del semplice sentimento tra un uomo e una donna.

Prima di tutto c’è l’Italia di oggi, quella dei movimenti politici di protesta e dei giovani che cercano fortuna all’estero (Nino è appena rientrato da Londra), ma anche quella della tradizione e delle sagre di paese che poi finiscono nei video di youtube, mischiando il vecchio e il nuovo. Poi c’è il teatro, forse il vero protagonista della storia, che vede Nino nei panni di un giovane aspirante attore che, per sbarcare il lunario, insegna recitazione a un gruppo di anziani.

Nelle pagine di Di Paolo c’è anche la fede, la devozione nei confronti di un Dio che chi non crede non sa comprendere. Un giorno Nino, intollerante nei confronti delle “cose di chiesa”, scopre che Teresa è molto religiosa e questo aspetto della ragazza di cui si è innamorato lo turba e lo conduce a riflessioni importanti. E infine, in Una storia quasi solo d’amore, c’è  lo scontro generazionale con i suoi stereotipi e le sue verità e ci sono la vecchiaia e la malattia.

La storia d’amore dei due giovani, narrata da Grazia, zia di Teresa ed ex-insegnante di teatro di Nino, fa da contenitore a questi grandi temi che si sviluppano attraverso riflessioni e dialoghi godibilissimi, che sondano gli aspetti più misteriosi dell’animo umano.

Anche in Una storia quasi solo d’amore Paolo di Paolo, che già avevo apprezzato attraverso il suo splendido Mandami tanta vita, classificatosi al secondo posto al Premio Strega 2013, fa ricorso a una prosa elegante e non convenzionale e si conferma una penna sensibile e poetica, capace di raccontare piccole, grandi storie, che parlano al cervello mentre toccano il cuore.

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