“Sotto un cielo di carta” di Roberto Ritondale

“Sotto un cielo di carta” di Roberto Ritondale

Copia di 9788863932560_0_0_1565_75Qualche mese fa un’amica mi ha presentato Roberto Ritondale, giornalista e redattore dell’Ansa, sceneggiatore e autore di Sotto un cielo di carta (Leone Editore), un romanzo datato 2015,  che ho letto con piacere e che mi è entrato nel cuore per la delicatezza  e la poesia delle sue pagine.

Sotto un cielo di carta è una storia che si sviluppa in un contesto fantapolitico da brividi: in un futuro imprecisato l’anziano protagonista Odal Clean vive sotto la dittatura del generale Sainon, nella Grande Nazione del Nord, dominata dall’ideologia del “controllismo”. Una sorta di grande fratello, agevolato dalla totale abolizione della carta, a favore di tablet e apparati digitali capaci di segnalare ogni deviazione dei cittadini rispetto alle regole imposte dal regime.

Come finirà dovete scoprirlo da soli, ma quello che conta è che tra le righe di Sotto un cielo di carta si percepisce l’amore per i libri stampati, i taccuini su cui prendere appunti, le lettere scritte a mano, i foglietti volanti su cui lasciare parole d’amore alla persone amata…

C’è profumo di cartoleria, di scaffali di biblioteche e di libri appena stampati nelle pagine di Ritondale e c’è il timore che tanta tecnologia, per quanto utile, possa condurre a un mondo che non lascia spazio all’intimità di chi sente l’urgenza di scrivere su un pezzo di carta i moti dell’anima. Un mondo in cui la tecnologia ha storpiato il concetto di libertà, senza che (quasi) nessuno se ne sia reso conto.

Pochi ma ostinati abitanti del Paese, tra cui il protagonista, si ostinano a non accettare la scomparsa della carta e, come accade sotto ogni dittatura, danno vita a un resistenza destinata a sfociare in complotto.

In una società che si fa ogni giorno più cinica come quello in cui viviamo, le pagine di Sotto un cielo di carta, sono un soffio di speranza.

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