La vita quando era nostra di Marian Izaguirre

La vita quando era nostra di Marian Izaguirre

Aprile 2014

Il nuovo ospite di 2VociX1Libro è La vita quando era nostra della scrittrice basca Marian Izaguirre, veterana della narrativa spagnola, che con questo romanzo ha raggiunto i lettori di diverse nazioni europee. Pubblicato in Italia da Sperling & Kupfer, il libro, attraverso la storia di amicizia tra due donne, ripercorre le vicende dell’Europa dalla prima metà del novecento fino agli anni bui della Spagna franchista. Fa da filo conduttore la passione per la letteratura, capace di dare un senso alla vita anche quando questa sembra non averne. Una storia poetica e agrodolce, ma con qualche personaggio di troppo che spesso rallenta, inutilmente, la lettura.

Patrizia&Giuditta 2VociX1Libro è una rubrica che nasce dall’incontro di due persone distanti per formazione ed esperienze di vita, ma unite da una grande passione per i libri e la letteratura. Due donne, Giuditta e io, che si sono conosciute leggendo l’una il blog dell’altra senza essersi mai incontrate di persona (ma intenzionate a farlo presto), due “sentire” spesso discordanti ma sempre rispettosi e aperti al confronto. Da questa complicità è nata, tra un tweet e l’altro, l’idea della rubrica. Un luogo in cui confrontarsi su un libro diverso ogni mese in modo divertente e scanzonato, senza il rigore di una recensione, ma con l’attenzione ai dettagli. Una sorta di gioco (liberamente tratto dalle famose interviste della trasmissione “Le Iene”) che vi permetterà di conoscere nuovi romanzi e sorridere un po’.

  La vita quando era nostra

La vita quando era nostra

Marian Izaguirre

Sperling & Kupfer

foto_patrizia Patrizia   twitter: @patrizialadaga giuditta Giuditta  twitter: @tempoxme_libri     www.libri.tempoxme.it
1. Dai un voto alla copertina e spiegalo
Voto:5/6. Bella la ragazza, bella la foto, ma la storia meritava qualcosa di più. La copertina dell’edizione originale in spagnolo è ben più suggestiva ed evoca in modo poetico l’ambiente e l’epoca in cui si sviluppano le vicende del romanzo.244_H421807.jpg Voto: 5. Non amo i primi piani sulle copertine dei libri. Li trovo abusati e triti. Non mi entusiasma neanche il lettering usato. Un maiuscolo banale, con le grandezze dei caratteri diseguali che creano una sensazione di disordine. Quel “vita” in corsivo poi, proprio non ci sta!La mia proposta sarebbe stato un bel paesaggio inglese, con qualche magione sullo sfondo, perché, nonostante le ambientazioni del romanzo siano molteplici, è sullo sfondo delle case inglesi che si verificano gli snodi fondamentali della vicenda e lì è il punto di partenza.
2. L’incipit è…
Gradevole. Una donna matura racconta di sé incuriosendo il lettore. Classico e tradizionale:

Fa freddo. È solo ottobre, ma sembra già pieno inverno.

3. Due aggettivi per la trama
Affascinante ma dispersiva.  Stratificata e romantica.
4. Due aggettivi per lo stile
Poetico, delicato. Lineare e chiaro (la traduzione dallo spagnolo è di Tiziana Gibilisco)
5. La frase più bella
Sono numerose le frasi che ho apprezzato, ne ho scelto una fra le più semplici perché in poche parole esprime l’inutilità di certi patriottismi, assegnando la priorità assoluta all’amore:

Non sono inglese, non lo sono mai stata. E nemmeno francese, non del tutto. Non ho avuto altra patria oltre a Henry e all’incavo della sua spalla.

Ci sono donne che quando entrano in una stanza ti abbagliano e altre, come Frances, che ti illuminano. Frances era pura luce. Sembrava che avesse inghiottito il sole.

Mi ha profondamente colpita questa differenza tra chi abbaglia e chi illumina. Mi sembra che sia una meravigliosa definizione sulla femminilità innata e non ostentata.

6. La frase più brutta
Nella scrittura di Marian Izaguirre non ho trovato frasi brutte. Anche quando narra situazioni dolorose o sgradevoli l’autrice usa uno stile aggraziato che non contempla il brutto.

Ed ecco che cade una bomba. Poi si saprà che è caduta in calle Alcalà, vicino alla Giunta di difesa nazionale. Ma in quel momento, quando il frastuono attraversò la finestra entrando nell’ambulatorio, quando saltò la luce e quell’uomo approfittò del buio per toccarla, allungando le mani con quell’esasperante tranquillità da signore e padrone, a Lola parve che la bomba fosse caduta proprio lì. E allora gridò, pensando che suo padre l’avrebbe difesa...

La guerra civile spagnola con il suo carico di sorprusi e infamie, di cui Lola sarà una coraggiosissima vittima, è la scenografia, forse un po’ sbiadita e superficiale, da cui prendono corpo le vicende di Lola e Matìas e di cui si sostanzia la vicenda della misteriosa donna che comincerà a frequentare la loro libreria. Non quindi una frase brutta, ma brutto il contesto della guerra e dell’abuso.

7. Il personaggio più riuscito
Frances. Estrosa, originale, incoerente, unica. Fin dalla prima apparizione il suo personaggio, senza essere protagonista, emana un fascino speciale. Lola, figura sfaccettata e piena di carisma, dolce e sentimentale, ma anche determinata e coraggiosa.
8. Il personaggio meno azzeccato
Il conte di Ashford. Si racconta molto di personaggi marginali rispetto alla storia e nulla di lui che in qualche modo ne è protagonista. Forse meritava qualche parola in più. Senza poter svelare le motivazioni, Frances. Un personaggio che conquista il lettore con la sua verve e briosità, ma che poi rimane irrisolto e anche contraddittorio. Temo che la scrittrice abbia sacrificato la piena riuscita del personaggio al coupe de theatre.
9 La fine è…
Commovente.  Sentimentale e mielosa
10. A chi lo consiglieresti?
A chi cerca un romanzo impregnato di sentimenti, emozioni e contraddizioni tipicamente femminili. A chi cerca nella lettura uno svago sognante, pieno di romanticismo.

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