La mosca e il funerale. Andrea Bajani

La mosca e il funerale. Andrea Bajani

Bajani_mosca_cover_HR-660x939-1I romanzi molto brevi, quelli sotto le ottanta pagine, hanno il pregio di consentire una rapida lettura, ma proprio per questo rischiano di attendere a lungo prima di essere presi in mano “tanto lo leggo in un attimo”.

È quello che mi è accaduto con La mosca e il funerale di Andrea Bajani, edito da Nottetempo, che è rimasto pazientemente ad aspettarmi per qualche mese prima che mi decidessi a mettergli gli occhi addosso.

Quando l’ho fatto, però, non ho tirato il fiato.

Bajani, al termine del racconto, scrive di averlo redatto in sole diciotto ore “durante le quali non ho mai smesso di battere con le mani sulla tastiera, concedendomi soltanto brevi fisiologiche pause. Mi sono limitato a farmi trascinare al guinzaglio dalle parole“.

E lo stesso guinzaglio è quello che indossa il lettore fin dalle prime righe di questo strano romanzo in cui l’io narrante è un bimbo che racconta a suo nonno Oreste, defunto e chiuso nella bara in mezzo alla chiesa, il funerale di cui (il nonno) è il malcapitato protagonista.

Gli occhi del bambino si concentrano in modo irriverente sui dettagli invisibili agli adulti, impegnati a rispettare il copione delle buone maniere che ogni rito umano prevede. Così, mentre uomini con “la faccia da guardie del corpo” e signore pettinate come girasoli e addobbate come divani (“divani pieni di cordicelle, di tessuti di tutti i colori, di brillanti appesi ovunque”) ascoltano il prete indossando occhiali da sole per mascherare un dolore spesso poco o per nulla reale, il piccolo protagonista punta il dito con grande ironia sui vizi e sui vezzi dei grandi.

Ci sono signore che scrivono sms sul cellulare durante la funzione, un vecchio che piange inconsolabile senza che nessuno capisca chi sia, la sorellina del narratore troppo piccola per rendersi conto di ciò che accade intorno a lei, il prete che invita i presenti a dire due parole sul defunto, scatenando l’imbarazzo generale e via così, istantanea dopo istantanea, in un collage di aneddoti che, raccontati con l’impertinente umorismo di Bajani, sdrammatizzano il rituale funebre e ne canzonano le ipocrisie.

Bajani in questo piacevole romanzo utilizza un linguaggio ipnotico, che alterna il presente con numerose digressioni nel passato e che obbliga il lettore a interrompersi solo per le fisiologiche pause che lo scrittore si è preso per scriverlo. Il funerale è il pretesto ideale per smascherare il conformismo che caratterizza la maggior parte degli atti sociali umani, spesso contraddistinti da invidie e falsità, mentre la mosca a cui si fa riferimento nel titolo è l’emblema della semplicità. L’autore ripete allo sfinimento il refrain che il nonno Oreste soleva recitare al nipotino:

Le mosche hanno una vita semplice: cercano soltanto una merda su cui andare a volare. Trovata la merda, risolto il problema.

Si ride, sì, ma intanto si riflette. Quanto è più facile la vita di una mosca?

  • Titolo: La mosca e il funerale
  • Autore: Andrea Bajani
  • Editore: Nottetempo
  • Prezzo: 6€
  • Voto: 7 1/2

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1 commento

  1. Avatar
    Giuditta febbraio 08, 2013

    Questo è il libro che chiuderà il Salotto a luglio. Speriamo di avere con noi anche l’autore, che tra gli italiani è uno dei miei preferiti.

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