“Il libro degli specchi” di E.O. Chirovici

“Il libro degli specchi” di E.O. Chirovici

Cercate un libro che vi faccia sudare freddo nel caldo torrido dei mesi estivi? Uno di quei thriller psicologici che più vi ci immergete, più vi sembra di allontanarvi dalla verità e più vi appassionate alla storia? Il libro degli specchi di Eugen Ovidiu Chirovici (Longanesi), autore rumeno al suo (straordiario) esordio letterario, appartiene alla categoria dei romanzi “tutto d’un fiato”.

Il libro degli specchi, va detto, è stato un caso letterario fin da quando è apparso alla Fiera di Francoforte un paio di anni fa. Scritto in lingua inglese, nonostante l’autore si fosse trasferito già adulto a Londra, il libro ha avuto una risonanza incredibile ed è stato già tradotto in una quarantina di lingue con record di vendita quasi ovunque.

Perché tanto successo? Perché la trama è seducente (leggete qui sotto quella ottimamente riassunta dalla casa editrice) e ancora di più lo è la struttura del romanzo, basato su un solo delitto e tre punti di vista di personaggi differenti tra loro, che nelle loro indagini rimescolano continuamente le carte, moltiplicando l’incertezza e lo smarrimento del lettore.

Il libro degli specchiLa trama ufficiale de Il libro degli specchi

Quella che segue è la trama del romanzo così come la si può leggere sul sito della casa editrice. Ma non lasciatevi ingannare dall’apparente linearità della storia. Ne Il libro degli specchi tutto è più complicato di come sembra.

Peter Katz ha alle spalle una lunga carriera in una delle agenzie letterarie più importanti di New York, e ormai quasi nulla può sorprenderlo. Ma il manoscritto che quasi per caso inizia a leggere lo colpisce fin dalle prime righe. Non è solo la scrittura magnetica, non è solo il coinvolgimento dell’autore a fargli capire subito che non si tratta di un romanzo come gli altri: chi scrive, un certo Richard Flynn, afferma di conoscere la verità su un famoso omicidio avvenuto quasi trent’anni prima, e di essere pronto a rivelarla nel suo romanzo. La vigilia di Natale del 1987, in circostanze mai del tutto chiarite venne ucciso Joseph Wieder, un carismatico professore di psicologia all’università di Princeton. Accademico stimato ma anche molto discusso, Wieder esercitava un notevole fascino sulle studentesse come Laura Baines, la ragazza di cui Richard Flynn era innamorato. Ma in questa sorta di sbilanciato e torbido triangolo, a un certo punto, qualcosa andò storto. Il manoscritto di Flynn è semplicemente eccezionale, ma purtroppo è incompleto: manca il finale. Determinato a non lasciarsi sfuggire l’occasione, l’agente letterario riesce a rintracciare l’autore, scoprendo però che è in fin di vita e che il resto del manoscritto è introvabile. Inizia così un viaggio alla ricerca del finale perduto e della verità che porta con sé. Un viaggio che diventa un’indagine sulla psiche e sul modo in cui la nostra memoria riscrive il passato, in un incerto, a volte ingannevole, gioco di specchi…
Il ruolo della memoria

Il libro degli specchi è una lettura affascinante sin dalle prime pagine per la forza di attrazione che esercita l’idea su cui è fondato: un romanzo di eccezionale qualità che capita in mano a un agente letterario e che dovrebbe rivelargli la verità su un caso di omicidio mai risolto. Una verità che non si trova, perché del finale non c’è traccia. Chirovici, tuttavia, non si limita a raccontare una storia. Ne racconta tre, come le voci narranti che si dedicheranno nel corso delle pagine a indagare sul caso, aggiungendo dettagli spesso in conflitto tra loro, ricordi sbiaditi che la memoria di ciascuno ricostruisce sulla base del proprio vissuto. Dubbi, più che certezze.

Il lettore resta inevitabilmente invischiato in questo continuo gioco di specchi che restituiscono immagini solo in parte reali. Con un linguaggio da rodato scrittore di thriller made in Usa e un’impeccabile capacità di costruzione degli intrecci, Chirovici, offre un’esperienza di lettura avvincente.

1 commento

  1. Avatar
    Elisa giugno 16, 2017

    La struttura mi ricorda vagamente “L’ombra del vento” di Zafon. Quest’ultimo non è un thriller ma anch’esso contiene l’idea di un libro che svela altre storie del presente.

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