Dieci dicembre di George Saunders

Dieci dicembre di George Saunders

 

Marzo 2014

Il nuovo ospite di 2VociX1Libro è l’acclamato Dieci dicembre di George Saunders, pubblicato in Italia da Minimum fax. Si tratta di una raccolta di dieci racconti, l’ultimo dei quali dà il titolo al libro. Il New York Times Magazine l’ha incensato definendolo “il più bel libro che leggerete quest’anno”, forse una definizione esagerata, ma nella scrittura di Saunders non manca il tratto del genio. I suoi racconti partono da temi sociali reali e rilevanti, l’immigrazione, la povertà, la volontà di controllare la mente del prossimo, il lavoro, la malattia, ma vengono trattati in modo a dir poco originale e lasciati rigorosamente senza un finale. Una lettura che è tutta un’esperienza.

Patrizia&Giuditta 2VociX1Libro è una rubrica che nasce dall’incontro di due persone distanti per formazione ed esperienze di vita, ma unite da una grande passione per i libri e la letteratura. Due donne, Giuditta e io, che si sono conosciute leggendo l’una il blog dell’altra senza essersi mai incontrate di persona (ma intenzionate a farlo presto), due “sentire” spesso discordanti ma sempre rispettosi e aperti al confronto. Da questa complicità è nata, tra un tweet e l’altro, l’idea della rubrica. Un luogo in cui confrontarsi su un libro diverso ogni mese in modo divertente e scanzonato, senza il rigore di una recensione, ma con l’attenzione ai dettagli. Una sorta di gioco (liberamente tratto dalle famose interviste della trasmissione “Le Iene”) che vi permetterà di conoscere nuovi romanzi e sorridere un po’.

  Dieci dicembre

saunders1

George Saunders

minimum fax

 

 Patrizia   twitter: @patrizialadaga  Giuditta  twitter: @tempoxme_libri     www.libri.tempoxme.it
1. Dai un voto alla copertina e spiegalo
Voto:10. Magnifici il colore azzurro e i cristalli di ghiaccio. Una copertina pulita, elegante, perfetta. Voto: 9,5 Sapete perché non un dieci netto? Perchè la copertina di Il paese della persuasione dello stesso Saunders, sempre Minimum fax <http://www.minimumfax.com/libri/scheda_libro/452> , ha un lettering geniale e di fronte a quello anche il bellissimo cristallo di neve, sullo sfondo di un celeste terso e lucido pienamente ispirato alle sensazioni del libro diventa meno perfetto.
2. L’incipit migliore
Quello de Le Ragazze Semplica. Uno dei pochi di immediata comprensione. In compiuto stile americano. L’incipit di Il cagnolino è sornione e cinematografico. Quante volte sul grande schermo abbiamo ammirato una distesa di granturco? Lo scrittore è completamente nascosto dietro i suoi personaggi e con la parvenza di descrivere la famiglia americana perfetta fa affiorare con ottica distopica la verità:

Per due volte Marie aveva già sottolineato lo splendore del sole autunnale sul perfetto campo di granturco, perchè lo splendore del sole autunnale sul perfetto campo di granturco le faceva venire in mente una casa degli spiriti – non una casa che aveva visto davvero ma quella mitica che a volte le veniva in mente (con annesso camposanto e gatto sulla staccionata) quando vedeva lo splendore del sole autunnale sul perfetto campo ecc. ecc. – e voleva essere sicura che, se i bambini avevano una casa degli spiriti analoga, che gli veniva in mente quando vedevano lo splendore del sole ecc. ecc., ci pensassero in quel momento, così avrebbero vissuto l’esperienza tutti insieme, come amici, come compagni di università che fanno un viaggetto in macchina, ma senza essere fumati, ah ah ah!

Non so perché mi ricorda Malick, con The Tree of Life.

3. Due aggettivi per definire le trame
Originali e grottesche Distopiche e raffinatamente crudeli
4. Due aggettivi per lo stile
Contorto, allucinato. Mutante (tanti e diversi gli stili che si susseguono nei racconti) e mutuante (pur essendo personalissimo aleggia la grande letteratura nello stile di Saunders)


5. La frase più bella

“Stasera penso molto forte, futuro lettore. Possibile che morirò? Che Pam, i bambini, moriranno? È terribile. Perché siamo qui, con questo bisogno di amare, quando fine nostra storia= morte? Che cattiveria. Che crudeltà. Non mi piace.” 

Parole semplici, come la persona che formula questo pensiero. Domande e considerazioni che tutti nella vita si sono fatti.

Sono davanti a un bivio. O citare tutta la raccolta, perchè la penna di Saunders è raffinata e affilata. Oppure astenermi perché a livello di contenuto è difficile trovare una frase edificante e positiva nel mondo folle e spietato dello scrittore americano.
6. La frase più brutta

 “In garage trovato topone o scoiattolino morto pieno di vermi. Con badile spostato gran parte scoiattolo/topo dentro sacco spazzatura. Macchia o strisciata di scoiattolo/topo rimasta su pav. garage, tipo macchia olio con ciuffo peli incorporato”.

Semplicemente rivoltante.

Con tutte quelle persone convinte che avrei fatto male al pupo immaginai anch’io che gli avrei fatto male.


Nel racconto Casa l’alienazione del protagonista, veterano in una delle guerre lontane combattute dagli Stati Uniti, in cui è avvenuto qualcosa di terribile che il lettore può facilmente immaginare, è racchiusa magistralmente in questa paradossale quanto veritiera riflessione.

 

7. Il personaggio più riuscito
Il protagonista de Le ragazze Semplica. Un padre di famiglia, un umile lavoratore immigrato incapace di parlare correttamente la lingua, che sogna un futuro di benessere per la propria famiglia. Un personaggio molto umano, che sbaglia per amore. I bambini. Saunders attraverso il loro sguardo sia quando sono protagonisti del racconto come Giro d’onore che quando sono personaggi secondari, anche se pur sempre fondamentali, come Le ragazze Semplica, fino al diamantino Dieci dicembre mostra tutta la follia della realtà che li circonda e l’aporia esistenziale in cui si trovano prigionieri fin dall’infanzia.


8. Il personaggio meno azzeccato
Al Roosten, protagonista dell’omonimo racconto. Antipatia fin dalle prime righe. Quello che mi ha toccato di meno, forse per un eccessivo uso del grottesco e del caricaturale, è Al Roosten, del racconto omonimo
9 Il racconto che più ha lasciato il segno
Ancora una volta, Le ragazze semplica. Se non si fosse capito, per me il libro poteva iniziare e finire qui. Senza nessuna esitazione: Dieci dicembre, che non a caso dà il titolo all’intera raccolta. Capolavoro finissimo, cesellato in ogni piega, lucido e levigato, profondo e chiaro come un lago ghiacciato.
10. A chi lo consiglieresti?
A chi non ha paura di confrontarsi con testi stravaganti, per nulla immediati e privi di finale. Un libro per avventurieri della lettura.
A chi ama la letteratura americana. O meglio quel filone della letteratura americana che riesce ad essere un passo avanti agli altri non come esercizio di stile, ma come naturale portentoso talento.
       
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