Chi

primo piano patri con libriPatrizia La Daga

Parlare di se stessi fa sembrare tutti un po’ arroganti. Evitare di farlo dà l’idea che ci sia qualcosa da nascondere o proprio nulla da dire.

Che cosa scrivere, dunque? Ci provo.

Sono nata a Milano l’anno in cui l’uomo è sbarcato sulla Luna (chiedo scusa ma scriverlo m’impressiona), giornalista professionista, ho lavorato in Italia come redattrice nella carta stampata e in Tv private, occupandomi quasi sempre di impresa ed economia, ho pubblicato un manuale sul commercio al dettaglio per Franco Angeli e più tardi, in Spagna, ho diretto un mensile dedicato alla new economy per poi dedicarmi alla comunicazione aziendale e all’organizzazione di eventi.

In tutti questi anni, specialmente dopo la nascita dei miei due bambini, tra pannolini e biberon prima, compiti di inglese e matematica poi, ho scritto, scritto, scritto. Cosa? Romanzi, racconti, articoli, diari.

Mens sana in corpore sano è il motto che preferisco. Sport e parole, sudore e libri, ecco l’accoppiata che meglio mi definisce (figli e marito spesso fanno parte della categoria “sudore” ma non potendo lavarli via con la doccia post-allenamento me li godo allegramente).

E poi ci sono i viaggi. Sale d’attesa di stazioni e aereoporti in cui prendere appunti, città e paesi che ti lasciano dentro la voglia di raccontarli, gente che è già personaggio mentre le stringi la mano. Partire mi affascina sempre, quale che sia la destinazione. Faccio le valige con ineguagliabile precisione e velocità, ma odio disfarle al ritorno.

Mio marito mi chiama “lo squalo” perché dice che è un animale che non si ferma mai, non dorme mai. Sarà. Io mi sento più come un mare in tempesta che si placa con il calare della notte. Davanti allo schermo del mio computer, con la casa che dorme, scrivo e trovo la pace.