A un cerbiatto somiglia il mio amore. David Grossman

A un cerbiatto somiglia il mio amore. David Grossman

Patrizia&Giuditta 2 voci per 1 libro è una rubrica che nasce dall’incontro di due persone distanti per formazione ed esperienze di vita, ma unite da una grande passione per i libri e la letteratura. Due donne, Giuditta e io, che si sono conosciute leggendo l’una il blog dell’altra senza essersi mai incontrate di persona, due “sentire” spesso discordanti ma sempre rispettosi e aperti al confronto. Da questa complicità è nata, tra un tweet e l’altro, l’idea della rubrica. Un luogo in cui confrontarsi su un libro diverso ogni mese in modo divertente e scanzonato, senza il rigore di una recensione, ma con l’attenzione ai dettagli. Una sorta di gioco (liberamente tratto dalle famose interviste della trasmissione “Le Iene”) che vi permetterà di conoscere nuovi romanzi e sorridere un po’. Ogni 30 del mese un nuovo titolo e naturalmente la possibilità per i nostri lettori di commentarlo aggiungendo una voce alle nostre.

A un cerbiatto

somiglia il mio amore

di David Grossman

Mondadori

Patriziatwitter: @patrizialadaga Giuditta  twitter: @tempoxme_libri     www.libri.tempoxme.it
1. Dai un voto alla copertina e spiegalo
Voto: 7. È una copertina pulita, discreta. La foto con il volto di profilo di un ragazzo sconosciuto a prima vista non suscita speciali curiosità, se non quella di capire che cosa abbia a che fare quel viso con il titolo. Man mano che si avanza nella lettura l’immagine acquisisce un senso più chiaro. Voto: 6. Devo ammettere che non amo le copertine con i primi piani e trovo il grigio eccessivamente predominante, ma il titolo così intenso e lirico, intimamente legato e allusivo alla trama più profonda del romanzo riscatta l’immagine di copertina, a mio avviso, non propriamente azzeccata.
2. L’incipit è…
Un dialogo bizzaro, fulmineo, che imprigiona l’attenzione in pochi secondi. Difficile…ma non è una notazione negativa. Grossman richiede sempre ai suoi lettori un certo sacrificio, che poi ripaga ampiamente.
3. Due aggettivi per la trama
A tratti elementare, spesso eccessivamente stratificata. Disperata e introspettiva
4. Due aggettivi per lo stile
Straripante e pignolo. Intrigato e intrigante
5. La frase più bella
Difficile da individuare in un’opera di 780 pagine di uno scrittore che ha il gusto della parola. Ce ne sono davvero tante. Tra le mie preferite: “…aveva perso la voglia di vivere in un mondo dove poteva accadere una cosa simile, dove un uomo fotografava un altro che veniva sepolto vivo. Quel giorno aveva smesso di aggrapparsi alla vita ed era morto.” Il romanzo e la scrittura di Grossman offrono tante pagine di intensa emozione, quindi con una cera riluttanza scelgo un brano, perché ce ne sarebbero mille e mille altri che varrebbe la pena condividere. Scusate se è lungo, ma non sono riuscita a tagliare altro.”E Ilan, vent’anni prima, in giardino, di notte, quando all’improvviso, mentre stendeva il bucato, le si era avvicinato tra i fili carichi di indumenti e l’aveva abbracciata. Entrambi avevano perso l’equilibrio, si erano impigliati nei panni umidi, avevano riso piano, vibrando d’amore, e lui le aveva sussurrato all’orecchio: vero, Orinka, vero che questa è la pienezza della vita? E lei lo aveva abbracciato forte con una felicità salata in gola e per un breve momento aveva afferrato la benedizione e il segreto degli anni fertili che con un flusso impetuoso attraversavano il suo corpo, quello di Ilan, quello dei loro due figli, la casa che si erano costruiti e il loro amore che finalmente, dopo anni di incertezze e tentennamenti, e dopo la tragedia di Avram, si era rinsaldato e consolidato.”
6. La frase più brutta
Più che di brutte frasi, difficili da individuare dal punto di vista stilistico, si potrebbe parlare di frasi o passaggi inutili. L’autore, travolto dalla sua stessa copiosità linguistica, narra dettagliatamente episodi superflui e talvolta inverosimili come quello del bambino che per tre mesi parla esclusivamente in rima. “Orah aveva sbirciato con la coda dell’occhio e aveva visto un ammasso di carne rossa, gialla e viola. Si era sentita rivoltare lo stomaco. Il fetore che proveniva da Avram era insopportabile. Anche il dottore aveva trattenuto il fiato e gli occhiali gli si erano appannati. Aveva scoperto il sedere di Avram e aveva fatto un respiro profondo: che bestie, aveva mormorato”La guerra, la tortura, la sopravvivenza…fanno sempre male quando descritte in maniera perfetta!
7. Il personaggio più riuscito
Avram. Alla fine del libro sei certo di averlo conosciuto e di arrivare a intuirne i pensieri. Tutti, senza ombra di dubbio, anche quelli minori come l’autista arabo Sami, ma se devo sceglierne uno, prevale il lato affettivo e scelgo Ofer in cui si specchia l’amato e perduto Uri, il figlio di Grossman morto nel 2006 nella guerra in Libano.
8. Il personaggio meno azzeccato
Ilan. Un uomo incoerente, difficile da inquadrare nonostante le ripetute descrizioni. Potrei dire i soldati e i nemici nell’esperienza sul fronte di Avram … ma è solo una scelta basata sull’orrore verso tutte le guerre e i contesti in cui si esplicano, perchè anche in questo caso la pienezza dei personaggi è straordinaria.
9. La fine è…
Straripante di emozioni pur essendo aperta all’interpretazione soggettiva. Decisamente riuscita. Allusiva, sospesa, meravigliosa!
10. A chi lo consiglieresti?
A chi ha la pazienza di immergersi poco a poco in una storia fatta di tante piccole storie, senza innervosirsi per i mille salti spazio-temporali che caratterizzano tutto il romanzo. Mi piacerebbe dire a tutti, ma Grossman è uno scrittore intimamente e straordinariamente difficile, quindi devo consigliarlo a quanti tra i lettori amano le storie che scottano l’anima e non hanno paura di affrontarle.

3 Comments

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    Willy Smemo Maggio 01, 2012

    Devo dire che qst libro mi ha colpito per il titolo ,ma pensavo che fosse una storia un po’ triste e cruda ,e dai passaggi che avete citato credo di aver ragione …
    Voi come sempre siete state complete e interessanti nel vostro scambio d pareri ! Grazie !

  2. Avatar
    viviana Maggio 12, 2012

    Ma bellissima questa idea !! Vi sbirciavo su twitter mentre confabulavate per accordarvi….poco tempo fa !! ahahahaha Ma non ho osato entrarci per chiedere cosa bolliva in pentola.. mi sembrava di essere invadente !
    La pazienza però è stata ripagata ampiamente.
    Devo dire che son contenta perchè questa pagina è stata una piacevole ed esauriente sorpresa!
    Soprattutto molto carina la possibilità di leggere due visioni accorate e diversificate del medesimo libro !
    Che dirvi? Grazie ragazze !!
    :-DDD

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      Patrizia La Daga Maggio 12, 2012

      Grazie a te che sei una lettrice attenta. Il tuo commento ci stimola a cercare di fare sempre meglio.

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