Sottosopra di Milena Agus

Sottosopra di Milena Agus

Patrizia&Giuditta 2 voci per 1 libro è una rubrica che nasce dall’incontro di due persone distanti per formazione ed esperienze di vita, ma unite da una grande passione per i libri e la letteratura. Due donne, Giuditta e io, che si sono conosciute leggendo l’una il blog dell’altra senza essersi mai incontrate di persona, due “sentire” spesso discordanti ma sempre rispettosi e aperti al confronto. Da questa complicità è nata, tra un tweet e l’altro, l’idea della rubrica. Un luogo in cui confrontarsi su un libro diverso ogni mese in modo divertente e scanzonato, senza il rigore di una recensione, ma con l’attenzione ai dettagli. Una sorta di gioco (liberamente tratto dalle famose interviste della trasmissione “Le Iene”) che vi permetterà di conoscere nuovi romanzi e sorridere un po’. Ogni 30 del mese un nuovo titolo e naturalmente la possibilità per i nostri lettori di commentarlo aggiungendo una voce alle nostre.

Sottosopra

di Milena Agus

Nottetempo edizioni

 

Patrizia twitter: @patrizialadaga

 

Giuditta  twitter: @tempoxme_libri     www.libri.tempoxme.it

1. Dai un voto alla copertina e spiegalo
Voto: 6. Nonostante il colore vivace e una certa eleganza stilistica, la copertina non suscita speciali curiosità, forse perché il lettore impiega qualche istante di troppo per identificare la scala che rappresenta il continuo passare dai piani alti a quelli bassi del palazzo in cui si svolge la vicenda. Il disegno non convince del tutto. Voto:9 Meravigliosa ed elegante. Un vortice di scale con ringhiera verso l’infinito su cui ben si adatta il lettering sottile e discreto di autrice, titolo con lettere leggermente bombate e in basso sezione e casa editrice, con il logo femminile e raffinato. Una copertina liricamente allusiva non solo al tema del romanzo, ma anche all’ottica “capovolta” con cui l’autrice attraverso i personaggi guarda la realtà.
2. L’incipit è…
Splendido. In poche righe l’autrice fotografa il passato e il presente della sua protagonista e ci persuade a girare pagina per scoprirne il futuro. Immediato e totalizzante. In poche righe la Agus riesce a presentarci non solo la sintesi dell’intero romanzo, ma anche l’ottica straniante e spiazzante della protagonista, io narrante.
3. Due aggettivi per la trama
Attuale, disincantata.  Semplice e “capovolta”.
4. Due aggettivi per lo stile
Leggero, giocoso.  Consapevolmente dimesso e discorsivo.
5. La frase più bella
A volte la vita è troppo grande per noi. Tante le parti del libro che colpiscono per la loro genuina ingenuità. Ne scelgo a fatica una, che con leggerezza mi sembri indicare il capovolgimento sottile e suggestivo che è la cifra stilistica del romanzo: Tre generazioni di naufraghi, la vecchia, la giovane e il bambino. Ormai approdati su una spiaggia di sabbia morbida e bianca, non c’erano più problemi. Davvero i miei genitori erano stati due ragazzini immaturi. Mi veniva voglia di fargli vedere il mare con i miei nuovi occhi. Sedute ognuna sul proprio asciugamano, mentre Giovannino correva felice in quel suo modo, come se rincorresse qualcosa di bello che vale la pena raggiungere, Mrs. Johnson si lamentava con me delle famigliole chiassose e non mi permetteva di chiedere a qualcuno di controllarci le borse, per fare il bagno tutti e tre insieme, perché secondo lei era gaggio, rozzo. Mi confidava che anche a lei, che si considerava una vecchia strega, sarebbe piaciuto trovare un fidanzato, perché l’unica cosa che il nostro cuore vuole è l’amore. E pensandoci bene, l’età migliore per innamorarsi è proprio la vecchiaia. 
6. La frase più brutta
Ho letto, non so dove, ma non l’ho più dimenticato, che in un’isola in mezzo all’oceano, nell’Ottocento, c’era un’industria che produceva olio di pinguino. Gli animali venivano bastonati a morte e poi buttati in un calderone fumante a disfarsi. Ogni volta pare che i pinguini accogliessero i carnefici facendosi accarezzare. Possibile che dai lamenti dei compagni messi a bollire quei pinguini imbecilli non avessero imparato niente? Come mia madre. Non in senso stilistico, perché la Agus è abile a mantenere sempre lo stesso tono lineare e piano, ma per il contenuto di emarginazione e solitudine: Invece niente era come prima. Tutto era cambiato e i genitori degli altri bambini non vedevano di buon occhio che i figli stessero con me, come avessero paura di un contagio. E io me ne stavo sempre sola nel mio giardino e mi ero abituata a parlare il meno possibile. Per questo a scuola la maestra mi chiamava “la letterina muta”. Mi sembrava che tutti i genitori avessero insegnato ai miei compagni a sfuggirmi. Soltanto una volta avevo fatto tanta lana con una compagna buffoncella, di una delle famiglie più povere del paese, con una madre che chiamavano egua, puttana.
7. Il personaggio più riuscito
Alice, la voce narrante. I suoi traumi infantili e le sue insicurezze fanno provare al lettore il desiderio di proteggere questa ragazza generosa che si affaccia alla vita adulta con un sorriso e una parola buona per tutti. Annina. Ve lo faccio dire direttamente dalla Agus, attraverso le parole di un altro spiazzante personaggio, Johnson junior: “Immagina che uno arrivi qui da un altro pianeta”, aveva detto, “e che della Terra non sappia niente, e il primo terrestre che incontra sia Annina. Ecco, sono sicuro che l’alieno deciderebbe di stabilirsi qui per sempre, perché penserebbe : ‘Se sono tutti come Anna, questo è un posto dove vale la pena di stabilirsi’…
8. Il personaggio meno azzeccato
Anna. Tutto in questo personaggio è esagerato. Nel bene e nel male. I dialoghi e i comportamenti appaiono spesso poco realistici e nella prima parte del romanzo si fatica a solidarizzare con lei. Migliora nel finale. La zia di Alice. Arrogante, presuntuosa, egoista, prevenuta…
9. La fine è…
Commovente ma con un messaggio costruttivo. La seconda metà del libro riscatta la prima, spesso troppo inverosimile. Di grande semplicità e leggerezza.
10. A chi lo consiglieresti?
A tutti. Il tema delle famiglie allargate, dell’omosessualità, dei figli “su commissione”, dell’amore nella terza età, sono così attuali che fanno del romanzo una fotografia della società in cui molti potrebbero riconoscersi. Per la prima volta posso dire a tutti, senza distinzioni. Una lettura che gratifica e affascina con l’esilità, ma che riserva grandi sorprese a chi voglia sovrapporci uno sguardo pensoso e assorto.

3 commenti

  1. Avatar
    amisaba maggio 30, 2012

    Questa rubrica mi piace troppo soprattutto perché siete così diverse voi due, Patrizia e Giuditta! Della Agus conosco lo stile che mi sembra personale, riconoscibile. Ho letto Mal di pietre e Mentre dorme il pescecane. Sono letture di solito brevi e piacevoli.

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    Cetta De Luca maggio 30, 2012

    Non ho letto nulla della Agus, ma il vostro piacevole duetto è un invito a farlo. Come sempre riuscite a sincronizzarvi anche nelle discordanze armoniche. Grazie!

  3. Avatar
    viviana giugno 16, 2012

    Mi avete messo una curiosità terribile, voi due , con i vostri apprezzamenti così diversi e le vostre critiche divertenti !

    Come diavolo fate a “viaggiare” così in sintonia ed essere così discordanti in alcuni momenti ?? O.O
    MAH! MAGIA DELLE PAROLE!

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